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Ecco i primi maturi Ansie e soddisfazioni all’uscita dall’orale

Giacomo Bigliardi
Ecco i primi maturi Ansie e soddisfazioni all’uscita dall’orale

Le impressioni dei ragazzi sulla nuova formula del colloquio «L’esposizione risulta più personale rispetto al passato» 

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Stanchi, anzi stanchissimi. Ma felici. Sono i primi studenti ad aver finito l’esame di maturità al liceo Moro. I colloqui orali, infatti, sono iniziati nella mattinata di ieri e hanno riempito i corridoi di tensione e preoccupazione, ma anche di sorrisi e di gioia. E come sempre, per ogni ragazzo che deve superare la prova, si contano almeno cinque o sei amici venuti a fare da supporto, che lo aspettano fuori dall’aula fino all’ultimo per poi festeggiare. E nessuno si preoccupa davvero del caldo soffocante di questi giorni, nell’aria c’è solo una gran voglia di libertà e, perché no, di meritate vacanze.

Questi sono anche i primi studenti a sperimentare la nuova formula del colloquio, che non inizia più con la tesina. L’argomento di partenza è infatti affidato, per così dire, al caso. Ogni candidato si trova di fronte a tre buste sigillate, ciascuna delle quali contiene un documento di vario tipo, un testo, una fotografia o altro, e a partire da questo dev’essere costruito il discorso. La sfida più difficile? Collegare tutte la materie fatte durante l’anno.

È quello che sottolinea anche Federico Zoino, di V B scientifico. «Riuscire a mettere insieme i vari argomenti è importante. Se riesci a farlo, puoi indirizzarti verso ciò che vuoi. Nella busta ho trovato una foto della Prima Guerra mondiale. Ho fatto qualche collegamento finché i professori non mi hanno fermato, speravo però di avere più tempo. Per questo esame ho studiato giorno e notte, ora non vedo l’ora di andare in Sardegna con gli amici».

Da quest’anno gli studenti devono anche presentare un resoconto della propria esperienza di alternanza scuola-lavoro, come spiega Andrea La Rocca, di V C Scienze applicate. «Ho fatto una presentazione Power Point per parlare della mia esperienza di lavoro. Penso che questi nuovi elementi rendano l’esposizione più personale rispetto a come veniva fatto prima l’esame. Quello che rimane costante è l’ansia, che fa da padrona per tutto il tempo, anche se quando ti trovi lì capisci che non è così difficile. In fin dei conti, gli argomenti sono stati trattati durante tutto l’anno e gli insegnati ti aiutano. Nella busta ho trovato la formula dell’alcol etilico. Devo dire che speravo mi capitasse, perché avevo già in testa alcuni collegamenti con altre materie».

Ma probabilmente il più soddisfatto di tutti i presenti è il compagno di classe Stefano Mennea. «Sono molto contento! È da sei anni che sono qua dentro quindi sono davvero felice di uscire. È andata meglio di come mi aspettassi, in fin dei conti basta studiare in modo costante. L’argomento che ho trovato nella busta mi ha messo un po’ in difficoltà, però sono riuscito a fare i collegamenti che volevo. Ora sono davvero rilassatissimo, stasera festeggerò con gli amici, poi partirò e andrò prima a Mykonos e poi a Barcellona». —



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