Fra frodi fiscali e false fatturazioni evasi in un anno oltre 200 milioni di euro
Il bilancio di un anno e mezzo di attività delle Fiamme Gialle, le illegalità maggiori nei settori del commercio e dell’edilizia
reggio emilia. Fatture false per “truccare” le basi imponibili da sottoporre a tassazione, evasori totali, lavoratori in nero e frodi fiscali per centinaia di milioni di euro sottratti al fisco e, quindi, a servizi pubblici quali sanità e istruzione di cui noi tutti facciamo uso. Questo e molto altro è contenuto nel bilancio della guardia di finanza presentato ieri nella caserma reggiana “Achille Borghi”, sede del comando provinciale, in occasione del 245esimo anniversario della fondazione del Corpo. A spiegare quanto a Reggio Emilia sia diffusa l’ evasione è stato il comandante provinciale, il colonnello Roberto Piccinini, che ha spiegato i risultati ottenuti durante lo scorso anno e i primi cinque mesi del 2019.
L’obiettivo prioritario delle Fiamme Gialle reggiane è stato il contrasto alle frodi fiscali e all’economia sommersa. Complessivamente sono stati scoperti 89 evasori totali, principalmente nei settori del commercio e dell’edilizia. Non si tratta di piccoli operatori economici marginali che operano per “spirito di sopravvivenza”, ma di persone cui fanno capo considerevoli volumi d’affari, tanto da realizzare basi imponibili sottratte a tassazione per complessivi 161 milioni di euro.
Sono state denunciate alla procura 315 persone (di cui 4 in stato di arresto) per violazioni penali tributarie inerenti principalmente l’emissione e/o l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, l’omessa o infedele dichiarazione di redditi e l’occultamento e/o la distruzione di documentazione contabile. In tale ambito è stato accertato come il ricorso alle fatture per operazioni inesistenti rappresenti uno strumento di frode molto diffuso nella provincia di Reggio Emilia al fine di abbattere indebitamente le basi imponibili da sottoporre a tassazione, mentre ammontano ad oltre 113 milioni quelle emesse.
In un anno e mezzo inoltre, sono state sviluppate cinque indagini per evasione fiscale internazionale perpetrata anche mediante il ricorso al transfer pricing, meccanismo che consente a società di delocalizzare redditi, altrimenti imponibili sul territorio nazionale, in capo a soggetti rientranti nel medesimo gruppo societario ma ubicati in paesi esteri a fiscalità più conveniente.
Complessivamente la Finanza ha eseguito 164 indagini di polizia giudiziaria in materia di reati tributari (su un totale di 466 indagini), 599 interventi ispettivi (tra verifiche e controlli fiscali), 4.001 controlli di cui 3.193 su scontrini e ricevute fiscali (di cui il 14,56% con esito irregolare) e 808 sul trasporto delle merci.
Conseguentemente all’attività di verifica fiscale, sono state avanzate alla procura proposte di sequestri preventivi finalizzati alla successiva confisca per beni dal valore di oltre 132 milioni di euro. Inoltre, sono stati individuati 38 lavoratori irregolari e 25 datori di lavoro denunciati per impiego di manodopera irregolare. Terminato il resoconto, il colonnello Piccinini ha consegnato 21 onorificenze ad altrettanti finanzieri che si sono distinti in operazioni e indagini svolte durante l’anno. A ricevere un encomio solenne sono stati il tenente colonnello Lello Pisani, il maggiore Mario Segreto, i luogotenenti Bruno Pera, Francesco Anzivino e Carlo Romano, i marescialli aiutanti Gianpiero Giancarlo e Andrea Moscetta e il maresciallo capo Vincenzo Falso.
A ricevere un encomio semplice invece sono stati il maresciallio aiutante Roberto Sciascera, il maresciallo capo Gaetano Randisi, i marescialli ordinari Marco Montemurro e Martina Maria Petrella, il brigadiere capo Vincenzo Ballistri, il vicebrigadiere Giovanni Nobile, l’appuntato scelto Riccardo Falcetta, i marescialli Antonio Di Lorenzo Fabio Del Vecchio, l’appuntato Scelto Pierluigi Orlando, il finanziere scelto Felice Capone e, ancora, i militari Pisani, Segreto, Pera, Romani e Giancarlo. —
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