«Sul nuovo orario alla Pezzani la protesta è di pochi genitori»
Dopo la denuncia di alcune famiglie del tempo pieno, parla il preside Lotti «È una decisione presa per accorciare i tempi del pre-scuola di 44 bambini»
«Alle 16.15 i genitori ancora lavorano? Allora lavorano anche alle 16.30». Ha un modo di parlare molto gentile e pacato, ma su certi aspetti è laconico.
Il dirigente scolastico dell’istituto comprensivo “Francesco Petrarca” di San Polo, Lorenzo Lotti, risponde alle richieste di chiarimenti dopo la protesta avanzata da alcuni genitori della scuola elementare “Renzo Pezzani” al cambio dell’orario che sarà applicato a partire dal prossimo settembre.
«Premetto che la decisione è stata presa dal consiglio di istituto, come è nelle sue prerogative e in piena autonomia. Su questo tema, durante la seduta, mi sono astenuto – risponde Lotti, che in questi giorni presiede le commissioni di esami all’istituto comprensivo Manzoni di Reggio Emilia, di cui è dirigente titolare –. È vero che il sondaggio di gradimento è stato proposto solo alle famiglie del tempo normale. Ma l’adeguamento sarebbe stato deciso comunque. Inoltre, bisogna vedere quanti sono i genitori del tempo pieno che protestano. Dubito siano 50».
E chiarisce: «Abbiamo anticipato di 15 minuti l’ingresso. Dalle 8.10, come è stato finora, alle 7.55. I bambini potranno entrare dalle 7.55 fino alle 8, orario in cui inizieranno le lezioni. Se è anche un minuto in più, non succederà nulla. Il nuovo orario è quello che viene adottato in quasi tutte le scuole del distretto della Val d’Enza», argomenta Lotti.
A motivare la decisione di cambiare l’orario sarebbe – come spiega Lotti – una questione pragmatica e relativa al benessere degli alunni: «È vero: c’era la necessità di accorciare la settimana del tempo normale da 6 a 5 giorni con un’uscita pomeridiana alla settimana. Ma non solo. I bambini non possono sostare a scuola, prima delle lezioni, più di 30 minuti. Parliamo del pre-scuola. Alla Pezzani ne usufruiscono ben 44 bambini che, finora, stazionavano all’ingresso per 45 minuti, dalle 7.30 alle 8.15, vecchio orario di inizio delle lezioni, arrivando poi in aula già stanchi. A questo punto le scelte erano due: o adeguare l’orario del pre-scuola, ritardandolo di 15 minuti (ingresso alle 7.45, anziché alle 7.30, ndr), o adeguare l’orario d’ingresso e inizio lezioni. Il consiglio d’istituto ha deciso per la seconda opzione. Poi è chiaro che l’anticipo non poteva trovare tutti d’accordo. Ma chi è in disaccordo non è la maggioranza». I genitori intanto si stanno organizzando e raccolgono firme contro la decisione della scuola. «Vedremo quante saranno», dice il preside.
Uno dei problemi sollevati è quello della capienza della mensa e degli spazi comuni per i laboratori pomeridiani che, con questo cambiamento, dovranno accogliere molti più bambini di quelli che erano stati finora: 110 i bimbi iscritti al tempo pieno, su un totale di circa 300 alunni.
«Questi aspetti sono veri – ammette Lotti –. Ma stiamo lavorando per mettere a punto orari e turni che consentano ai bambini di usufruire dell’unica area comune che abbiamo a disposizione, ovvero la biblioteca, in modo proficuo e senza disagi: facendo semplicemente dei turni, come del resto si è sempre fatto».
E per la mensa? «I giorni di rientro per il tempo normale saranno due – chiarisce Lotti –. Quindi, durante il pranzo i bimbi presenti non saranno mai tutti e 300, ma molti meno. E non è detto che si valutino altre ulteriori suddivisioni per consentire un’appropriato flusso di alunni negli spazi comuni». Resta da vedere se queste rassicurazioni avranno presa. —
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