Gazzetta di Reggio

Reggio

I CONTROLLI DELLA MUNICIPALE 

Cocaina nell’abitazione del sorvegliato speciale In cella... per poche ore

Leonardo Grilli e Tiziano Soresina
Cocaina nell’abitazione del sorvegliato speciale In cella... per poche ore

Arrestato e subito scarcerato il 63enne Tommaso Vena Nella sua casa in Gardenia droga, soldi e un pregiudicato

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Tommaso Vena, 63enne figura storica della criminalità reggiana, è finito di nuovo in manette sempre con la stessa accusa: spaccio di droga.

Nella sua abitazione in zona Gardenia gli agenti dell’antidroga della polizia municipale hanno infatti trovato cocaina, migliaia di euro e un bilancino di precisione. Ma non solo: in sua compagnia, al momento della perquisizione della Municipale, c’era anche un 55enne pluripregiudicato, presenza vietata dalla condizione di sorvegliato speciale alla quale Vena era sottoposto.

I controlli della Municipale, disposti dal pm Valentina Salvi titolare delle indagini, sono avvenuti verso le 15 di martedì. Gli uomini del nucleo antidroga, dopo le segnalazioni di movimenti sospetti da parte dei residenti esasperati, sono entrati in casa del 63enne in via Dall’Aglio. Vena era seduto al tavolo, in cucina, ma gli agenti si sono diretti verso il probabile nascondiglio della droga: la camera da letto.

E in effetti, nascosta all’interno di due termosifoni, sono presto emersi un “sasso” di cocaina da 23 grammi e 5.760 euro in contanti, probabilmente il provento dell’attività di spaccio. Ma lo stupefacente custodito da Vena non è finito lì: sotto la tovaglia del tavolo dov’era seduto il sorvegliato speciale, infatti, la Municipale ha trovato altre 18 dosi di cocaina pronte alla vendita.

L’ipotesi degli agenti, avvalorata dai ritrovamenti e dall’andirivieni di tossicodipendenti nell’abitazione dell’uomo, è che il 63enne utilizzasse casa sua come base per lo smercio della droga, vendendo le dosi direttamente dal tavolo della sua abitazione. Arrestato, Vena ieri è comparso in tribunale per la convalida, difeso dall’avvocato Battistina Pedrini. Il pm ha chiesto la misura cautelare in carcere, anche alla luce della lunghissima sfilza di precedenti dell’uomo, ma alla fine il giudice Chiara Alberti ha optato per l’obbligo di dimora dalle 15 alle 20 in attesa della prossima udienza, fissata per l’1 ottobre. —



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