La Cgil si mobilita Raccolta fondi per i lavoratori del Mercatone Uno
Filcams in campo per i dipendenti del punto vendita chiuso «Serve aiuto concreto in attesa della cassa integrazione»
Una raccolta fondi per aiutare concretamente le 42 famiglie coinvolte nella chiusura del punto vendita Mercatone Uno di Rubiera.
La Filcams Cgil lancia un appello solidale alla cittadinanza, perché i 42 lavoratori dello storico negozio rubierese e i loro famigliari non siano lasciati soli in un momento di enorme difficoltà.
Il 23 maggio la Shernon, la società che ha acquistato il gruppo, è ufficialmente fallita, senza che le maestranze venissero avvertite, e gli ultimi stipendi visti sono solo una parte di quelli spettanti per aprile.
Mercoledì il governo ha formalizzato il passaggio alla cassa integrazione straordinaria per tutti gli assunti, oltre 1.800 a livello nazionale: la cessione alla Shernon è stata annullata e si è tornati all’amministrazione straordinaria ministeriale, condizione da cui si può accedere alla cassa. Un primo passo importante ma non risolutivo, anche perché si rischia di dover attendere tutta l’estate. Le bollette e le spese però non aspettano, e per fornire un aiuto rapido è partita questa campagna promossa dalla Filcams e dalla Camera del Lavoro. È attivo un conto corrente in cui tutti possono versare contributi tramite bonifico bancario, e si punta ora a diffondere sempre più l’attività, eventualmente ragionando anche con gli organizzatori di eventi sul territorio e con alcune aziende per donare ore lavoro. L’iban è IT96J0103012802000004872581, nei versamenti va indicato “Solidarietà Mercatone Uno”.
In attesa di novità a livello nazionale, l’emergenza cresce. Ieri l’Unione dei Comuni Tresinaro Secchia ha formalizzato le pratiche per distribuire i contributi stanziati dalla Regione, un altro modo per alleviare la situazione. Nonostante tutti gli sforzi locali, il quadro è sempre più critico: «Siamo vicini all’emergenza, qui parliamo non di 42 persone ma di 42 famiglie che da aprile non stanno portando a casa nessun reddito. Il decreto per la cassa integrazione è stato emanato, ma nessuno può sapere quali saranno i tempi, l’estate non aiuta. E anche i contributi regionali ai Comuni non potranno aiutare tutti, non tutti i lavoratori potranno accedervi, alcuni risiedono in altri distretti e in altre province, ad esempio», sottolineano Francesco Putorti della Filcams Cgil e i rappresentanti dei lavoratori. Vi è poi il tema della somma erogata in cassa: «La cassa viene calcolata percentualmente sul salario, ma molti dipendenti hanno dovuto accettare una forte riduzione oraria nel passaggio dall’amministrazione straordinaria a Shernon. Rischiano di ricevere 200, 300 euro al mese: con quella somma una famiglia non vive. Poi c’è il problema case. Alcune banche hanno dato disponibilità a sospendere i mutui, ma gli affitti? I proprietari chiedono i soldi, stiamo cercando anche lì di dialogare». Una possibile buona notizia arriva dall’Inps: «Il Tfr della precedente gestione, sinora fermo, dovrebbe essere sbloccato dal 28 giugno. Ma anche qui non conosciamo i tempi precisi, ci è stato detto entro la settimana prossima. Ma in attesa di certezze, la solidarietà è fondamentale, per queste famiglie». —
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