A casa dell'imprenditore edile trovati una pistola rubata e droga
Ai domiciliari un napoletano di 31 anni. Nella sua abitazione trovati una Beretta rubata, 17mila euro e una carta d’identità falsa
REGGIO EMILIA. Qualcuno ha attivato il sistema di videosorveglianza interno all’appartamento, assistendo “in diretta” alla perquisizione – durante la quale sono state trovate droga, soldi e una pistola – effettuata dalla Squadra Mobile. L’abitazione è stata setacciata palmo a palmo e la polizia di Stato ha ora ottenuto una misura cautelare nei confronti dell’uomo domiciliato in via Negri, nel quartiere del carcere: un 31enne di origini napoletane, imprenditore di una società edile insieme a familiari, incensurato, è accusato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente e detenzione abusiva di armi e munizioni.
L’indagine è partita dallo sviluppo investigativo di altri filoni legati allo spaccio. Il cerchio si è ben presto ristretto intorno al 31enne: ma una prima perquisizione sul luogo di lavoro, il 16 aprile, ha dato esito negativo. Gli investigatori hanno espresso la volontà di perquisire l’abitazione; ma l’uomo e la compagna, contattati, prima si sono negati, poi hanno dichiarato di trovarsi all’estero, infine hanno detto che avrebbero incaricato qualcuno di portare le chiavi senza provvedere. Intanto i giorni passavano.
Poiché il domiciliato è parso a dir poco reticente, la Squadra Mobile ha fatto intervenire i vigili del fuoco e sono entrati nella casa, accorgendosi mentre si trovavano all’interno che è stata accesa in remoto la videosorveglianza: qualcuno stava osservando i poliziotti.
Questi ultimi hanno fatto diverse scoperte: tra la camera da letto e il salotto sono saltati fuori 151 grammi di hascisc, suddivisi in quattro involucri, un bilancino di precisione e – fatto inquietante – una carta di identità contraffatta valida per l’espatrio: il nominativo quello del 31enne, la foto era di un altro. Non solo: è stata rinvenuta anche una somma di contanti, imbustata sottovuoto, contenente 16.900 euro, più una pressa da sottovuoto: l’interessato ha giustificato la somma come pagamenti per gli operai, con documentazione allegata. Infine, nel sottotetto, i poliziotti hanno rinvenuto una pistola Beretta calibro 9, con matricola integra e relative munizioni; l’arma è stata rubata l’anno scorso in un furto in abitazione commesso in città, motivata dall’interessato (che ha ammesso solo questo, negando ogni addebito sulla droga) come un favore fatto a colui che considerava un amico. La prima richiesta di custodia cautelare del pm Giacomo Forte, rigettata dal Gip Giovanni Ghini, è stata ora accolta dal Tribunale del Riesame. Il 31enne è difeso dall’avvocato Giuseppe Caldarola. —
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