«Se non ci dicono dov’è la bambina sit-in in caserma»
«Siamo preoccupati da quello che sta emergendo. Vogliamo sapere se la bambina che ci è stata tolta due anni fa è in mano a questi signori indagati e a chi è affidata. Se non avremo risposte, io e il padre (che sta tornando in città) organizzeremo un presidio davanti alla caserma dei carabinieri di corso Cairoli a Reggio». A parlare è un 45enne zio di una bambina di 9 anni data in affidamento dai Servizi Val d’Enza. Lo zio precisa: «Non entro sui motivi, leciti o illeciti, per i quali la bimba è stata strappata alla famiglia d’origine. Purtroppo c’è un giudice che ha stabilito così. Non so se illecitamente o meno, non voglio fare illazioni. Accerteremo in seguito se la piccola è stata manipolata». Secondo lo zio, l’urgenza ora è: «Dove si trova la bambina? Lo abbiamo chiesto a Bibbiano, ma nessuna risposta. La preoccupazione è forte e immagino che tanti altri famigliari siano nella nostra condizione». Dall’altra parte della barricata, esistono famiglie affidatarie della Val d’Enza in una situazione opposta. L’affidamento è temporaneo e i nuclei che si stanno prendendo cura dei piccoli temono che questa burrasca possa rimetterlo in discussione. —
Am.P.
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