Sfiorati i 40 gradi, e la canicola non è finita
Breve tregua nel fine settimana ma da lunedì il termometro risalirà. Al Pronto Soccorso i letti sono tutti occupati
Le previsioni, purtroppo, erano esatte. L’ondata di aria africana che ha invaso l'Europa occidentale ha raggiunto ieri la massima intensità, portando il termometro a sfiorare i 40 gradi nella nostra città e nel resto della pianura reggiana. Le conseguenze continuano ad essere pesanti. I quattro medici e gli infermieri in servizio al Pronto Soccorso dell'arcispedale Santa Maria Nuova sono sottoposti a un'attività frenetica per fare fronte al grande numero degli accessi, in media 246 al giorno, aumentati del venti per cento a causa dei classici colpi di calore e delle altre patologie favorite o complicate dalla calura.
«Riusciamo a reggere – confessa la dottoressa Laura Trabucco – ma siamo davvero sotto tiro in prima linea. Aumenta la necessità dei ricoveri, soprattutto per gli anziani. Finora siamo riusciti a provvedervi, ma i letti sono tutti occupati. Nonostante le raccomandazioni tante persone escono all'aperto nelle ore più calde. Ne conseguono svenimenti e, negli anziani, alterazioni elettrolitiche e complicanze di varie patologie. In età avanzata, infatti, diminuisce lo stimolo della sete e capita che venga a mancare l'idratazione necessaria. Fra queste persone sono molto frequenti i casi di sepsi. Inoltre diagnostichiamo molte polmoniti causate dagli sbalzi di temperatura fra gli ambienti climatizzati e l'aria aperta».
Le misurazioni fatte ieri pomeriggio dai servizi meteorologici assomigliano a un bollettino di guerra.
La centralina collocata da Unimore all’ex San Lazzaro ha registrato 39,4 gradi. Reggio Emilia Meteo ne ha rilevati 39,1 presso il liceo Moro, nella periferia della città, 39,3 a Novellara, 37,6 a Boretto, 36,5 a Quattro Castella. Si stava meglio sull'Appennino, ma si sono superati i 30 gradi, arrivando a 30,9, perfino a Cerreto Laghi, a 1.347 metri. Questa volta, però, i valori più impressionanti sono quelli notturni, di portata tropicale.
Lo dimostrano le temperature minime registrate ieri, particolarmente alte soprattutto nei centri urbani, dove il mattone, il cemento e l'asfalto conservano nelle ore notturne buona parte del calore assorbito durante il dì. L'osservatorio geofisico di Unimore ha misurato ben 27,6 gradi centigradi sul torrione del Palazzo Ducale, nel centro di Modena. È il record storico da quando sono iniziate le rilevazioni nello stesso luogo nel lontano 1830. L'Arpa ha registrato 25,3 gradi nel centro di Reggio, Reggio Emilia Meteo 24,2 gradi presso il liceo Moro, nella periferia Nord. Anche i più modesti 22,8 gradi rilevati da Unimore nel verde dell’ex San Lazzaro rappresentano il valore più elevato dal 2013, cioè da quando è stata installata la centralina presso il dipartimento di ingegneria. Solo in aperta campagna la temperatura era più sopportabile. Si sono misurati 20,9 gradi in quel di Correggio, ma 24,2 a Quattro Castella. È relativamente alta anche la minima di 16,9 gradi registrata a Cerreto Laghi.
Bisogna dire che in queste giornate torride molte persone riescono a sopportare meglio il sole rovente del primo pomeriggio, quando l'aria è secca, che l'afa opprimente della notte, quando il tasso di umidità raggiunge i livelli massimi. Le previsioni non sono confortanti.
Oggi la situazione non cambierà. Avremo un po’ di tregua nel fine settimana, ma da lunedì il termometro risalirà sui 36 gradi. —
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