«Si faccia piena giustizia La Regione parte lesa ma no ai toni diffamatori»
Il presidente Bonaccini e Venturi «Se confermate, cose disumane»
Bologna. «Fa molto male leggere di persone che potrebbero aver abusato del proprio ruolo per far cose ignobili. Quei servizi esistono proprio per tutelare i bambini quando si trovano in condizioni difficili o insostenibili. Questa cosa ha a che fare con l’idea stessa di civiltà e umanità».
Il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, interviene sull’inchiesta “Angeli e demoni” affermando come «stia prefigurando un quadro che, se venisse confermato, disegnerebbe contorni allucinanti, del tutto fuori dal sistema socio-educativo e di tutela dei minori dell’Emilia-Romagna».
Bonaccini fa riferimento, in particolare, ai servizi per l’infanzia emiliano romagnoli che sono «considerati tra i più avanzati d’Europa e del mondo e per questo presi a riferimento».
«Voglio dirlo chiaramente – prosegue Bonaccini – benissimo le indagini e grazie davvero al lavoro degli inquirenti. Se un tribunale proverà reati e identificherà colpevoli, confido che le condanne siano esemplari e non ci siano sconti per niente e nessuno. E noi tuteleremo la Regione fino in fondo, che sarà in quel caso parte offesa. Così come nell’ambito del procedimento ci costituiremo parte civile».
Ma precisa: «Usare toni diffamatori verso chi ogni giorno lavora nei servizi per i bambini dell’Emilia-Romagna è ignobile: è gente seria, operatori preparati che lavorano con dedizione e professionalità. Se qualcuno ha commesso reati sarò il primo a chiedere che paghi in maniera esemplare. La magistratura indaghi fino in fondo – chiude Bonaccini – si accerti la verità, si puniscano i colpevoli, ripeto: senza sconti per nessuno».
«Ciò che sta emergendo dall’operazione dei carabinieri in corso nel reggiano ha contorni che, se confermati, sarebbero di una gravità inaudita. In quel caso, è chiaro che la Regione si troverebbe ad essere parte lesa. E, soprattutto, in quel caso, la Regione si aspetta che i delinquenti siamo puniti severamente». È quanto afferma Sergio Venturi, assessore regionale alle Politiche per la Salute, a proposito dell’operazione coordinata dalla Procura della Repubblica di Reggio Emilia su presunti reati legati alle procedure di affido di minori.
«Non è mia abitudine esprimere giudizi affrettati su vicende la cui evoluzione è in corso – continua l’assessore – Questo è il momento di dimostrare rispetto e fiducia in chi sta conducendo le indagini. Certo, da quello che leggo sulle note d’agenzia, si sta parlando di fatti che vanno oltre il limite dell’umana comprensione».
«Voglio solo dire – prosegue Venturi – che l’Emilia Romagna, e l’area reggiana in particolare, è sempre stata culla e anticipatrice di politiche educative rivolte all’infanzia. Politiche che hanno fatto scuola, nel mondo. Quindi, per il rispetto che va portato alle migliaia di professionisti che ogni giorno lavorano con impegno e competenza nelle strutture socio-educative di questa regione, mi auguravo che non vi fossero tentativi di strumentalizzare e generalizzare quanto sta accadendo: invece, non manca chi – anche con ruolo istituzionalmente rilevante – lo sta già facendo».
«Rispetto per il lavoro di tutti – conclude l’assessore alla Salute – a fianco di chi sta conducendo l’indagine. Determinati a garantire, e a fare tutto quello che sarà necessario, affinché i diritti dell’infanzia non siano messi in discussione». —
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