Sotto accusa gli affidamenti diretti all’avvocato Scarpati e alla Onlus torinese
bibbiano. È accusato di concorso in abuso d’ufficio, errore determinato dall’altrui inganno, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale il sindaco di Bibbiano, Andrea Carletti, nonché assessore ai Servizi sociali dell’Unione Val d’Enza. Reati per i quali ora il primo cittadino 46enne si ritrova ristretto agli arresti domiciliari.
Sotto accusa c’è l’affidamento del servizio di psicoterapia – di importo superiore ai 40mila euro – che avrebbe procurato ingiusto vantaggio al centro studi “Hansel e Gretel”, ovvero alla Onlus che ha sede nel Torinese e ai suoi membri, Claudio Foti, 68enne psicoterapeuta e la moglie e collega Nadia Bolognini 49enne entrambi residenti a Roletto (Torino) e Sarah Testa, torinese 33 anni. Secondo gli investigatori esercitavano sistematicamente, a nessun titolo, l’attività di psicoterapia a titolo oneroso ai bambini seguiti dal Servizio sociale della Val d’Enza nella struttura pubblica “La Cura” di Barco di Bibbiano, messa loro a disposizione dall’Unione dei Comuni.
Si parla di un ingiusto profitto calcolato in 135 euro all’ora per ogni minore: una cifra che viene paragonata al prezzo medio di mercato decisamente più basso, pari a circa 60/70 euro. Un servizio che l’Asl di Reggio Emilia avrebbe potuto sostenere mediante i propri professionisti gratuitamente. Viene calcolato un danno stimato in 200mila euro del quale il sindaco è accusato, in concorso con la dirigente Federica Anghinolfi, l’assistente sociale Francesco Monopoli, la responsabile dell’Ufficio Piani Nadia Campani, l’istruttore direttivo amministrativo dei Servizi sociali Barbara Canei, Foti, Bolognini e Testa.
Secondo gli investigatori, Carletti sarebbe stato «pienamente consapevole» di questo sistema che per gli investigatori è illecito, che andava avanti in assenza «di qualunque forma di procedura a evidenza pubblica» per l’affidamento del servizio pubblico di psicoterapia a soggetti privati. È in questo modo che si sono insediati stabilmente i tre terapeuti privati della “Hansel e Gretel” di Torino all’interno della struttura pubblica “La Cura”. Di questo – si legge nelle carte – lo stesso Carletti si era assunto pubblicamente la paternità.
Gli stessi punti di riferimento della “Hansel e Gretel” inoltre venivano retribuiti durante i convegni dedicati al tema degli abusi: anche questo viene contestato al sindaco e ai suoi collaboratori.
Sotto accusa, in violazione anche della normativa relativa all’Autorità Nazionale Anticorruzione c’è il proseguo dei pagamenti alla “Hansel e Gretel”.
Poi c’è la questione che vede indagato anche l’avvocato Marco Scarpati che secondo chi indaga avrebbe ottenuto un ingiusto vantaggio patrimoniale per gli incarichi sempre a lui affidati dall’Unione e dai Servizi relativi. Sotto accusa gli affidamenti a persona fino al 2015, per poco meno di 15mila euro. Poi, con l’entrata in vigore del Decreto legislativo 50 del 2016 connesse alle linee guida dell’Anac gli venivano liquidati cirra 50mila euro. «Simulando – viene contestato – l’effettuazione di una formale procedura a evidenza pubblica per l’affidamento dell’incarico di consulente giuridico». —
El.Pe.
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