Gazzetta di Reggio

Reggio

ALLARME AL PALAZZO DI GIUSTIZIA 

Valigia a terra, allerta bomba in tribunale ma è di un avvocato che va su tutte le furie

E.L.T.

Il bauletto abbandonato e avvolto nel cellophane. Arrivano i carabinieri e sbuca il proprietario che se ne va senza verbale

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Una valigia rigida grigia, avvolta nel cellophane, è stata notata ieri mattina verso le 12 davanti al tribunale di Reggio Emilia. Accanto uno scooter giallo, parcheggiato fuori dagli stalli e piazzato davanti alla cancellata che separa il piazzale dal vialetto di ingresso. Attorno il vuoto: non c’erano né lo scooterista né il proprietario della valigia, come appurato dai vigilantes del tribunale, usciti per cercare di rintracciare qualcuno ma senza riuscirvi.

Una circostanza che ha fatto scattare la segnalazione per una possibile allerta bomba. Parliamo infatti del tribunale di Reggio, già sede del maxi processo Aemilia e di altri processi di ’ndrangheta, sottoposto da mesi a nuove e più stringenti regole di sicurezza, con presidi ai varchi e riduzione degli stalli esterni.

Gli accertamenti sulla valigia erano quindi d’obbligo rispetto al luogo pubblico. Ecco allora che il fatto è stato segnalato ai carabinieri, che hanno inviato sul posto una gazzella per vedere il da farsi e l’eventuale chiamata agli artificieri per la rimozione in sicurezza durante il via vai giornaliero di persone che accedono al tribunale.

Una volta giunti sul posto i carabinieri del Radiomobile di Reggio hanno chiesto delucidazioni ai vigilantes, che non avevano però informazioni utili sul proprietario della valigia e dello scooter. L’unica verifica possibile era tramite il sistema di videosorveglianza. Ma poco dopo l’arrivo dei militari è giunto dal tribunale anche un avvocato reggiano che ha subito rivendicato la proprietà dello scooter e della valigia abbandonata poco lontano, cercando di sminuire la situazione.

Compresa l’assenza di pericolosità per quanto concerneva la valigia, recuperata dall’avvocato, gli animi si sono distesi. L’avvocato, però, già alle prime domande, si è mostrato poco collaborativo, cercando di prendere subito il largo in sella allo scooter.

I carabinieri gli hanno però chiesto i documenti per poter scrivere il verbale dell’intervento. L’avvocato ha detto di non averli con sè ma ha consegnato, come richiesto dai militari, il libretto dello scooter, lamentandosi del trattamento riservatogli. Carabinieri e vigilantes gli hanno spiegato che una valigia abbandonata a terra davanti al tribunale è considerata sospetta, così come lo scooter parcheggiato davanti al cancello, fuori dagli appositi spazi. L’avvocato, inalberandosi e affermando di aver di meglio da fare, ha acceso lo scooter ed è partito senza nemmeno riprendersi il libretto di circolazione, costringendo i militari a segnalare l’evento al comando.

L’attivazione della “cintura” di sicurezza attorno al palazzo è avvenuta nel novembre dell’anno scorso. In via Borsellino, in via Falcone, negli stalli che costeggiano il perimetro del Palazzo di Giustizia e in via Paterlini, nella prima fila di stalli di sosta prospicienti l’ingresso principale dello stesso palazzo, è stato istituito infatti il divieto di sosta con rimozione. Un provvedimento che seguiva la messa sotto protezione dei giudici del processo Aemilia. —

E.L.T.

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google