Gazzetta di Reggio

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Scandalo bimbi in affido, i nuclei affidatari preoccupati: «E ora a chi ci rivolgiamo?»

Ambra Prati
I carabinieri davanti al municipio di Bibbiano, in piazza Damiano Chiesa, il giorno del blitz dell'inchiesta "Angeli e demoni"
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I carabinieri davanti al municipio di Bibbiano, in piazza Damiano Chiesa, il giorno del blitz dell'inchiesta "Angeli e demoni"

Reggio Emilia, Servizio sociale quasi azzerato, i neo genitori senza referenti. L’Unione si è riunita d’urgenza: «Presto un responsabile»

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REGGIO EMILIA. «Se tutti gli assistenti sociali e professionisti con cui abbiamo parlato finora sono sospesi o ai domiciliari, noi a chi possiamo rivolgerci? Avevamo degli appuntamenti calendarizzati, i minori hanno bisogno di cure mediche e psicologiche, di piani di studio: ora siamo abbandonati a noi stessi. Non possiamo restare senza referenti per mesi».

Di questo tenore gli interventi, angosciati e spaesati, delle famiglie affidatarie della Val d’Enza, che in queste ore convulse legate allo scandalo dell’inchiesta “Angeli e demoni” si sono sentiti abbandonati e privi di interlocutori. I genitori affidatari si sono confrontati nella chat comune, tempestando di telefonate e richieste di informazioni i Comuni. Tante domande, nessuna risposta. Di certo il Servizio Sociale Minori della Val d’Enza, azzerato in un sol colpo dalle misure cautelari, ha creato un vuoto, lasciando senza punti di riferimento i genitori preoccupati su come gestire i piccoli, alcuni dei quali appena inseriti e che quindi si trovano già in una fase alquanto delicata, che necessita di un supporto psicoterapeutico costante.

Il punto è che i Servizi Sociali sono formati da due diverse competenze: le assistenti sociali, dipendenti dell’Unione Val d’Enza, e psicologici e psicoterapeuti, che nell’anomalia del centro “La cura” di Barco di Bibbiano erano affidati a consulenti privati di Onlus.

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L’unione corre ai ripari. Ieri mattina si è riunita la giunta dell’Unione Val d’Enza, formata dai sindaci di Bibbiano (forzatamente assente), Campegine, Canossa, Cavriago, Gattatico, Montecchio, Sant’Ilario d’Enza e San Polo. Presidente pro tempore (in attesa che avvenga l’elezione del successore di Paolo Burani di Cavriago, decaduto il 7 giugno perché non più primo cittadino) il nuovo sindaco di Sant’Ilario, Carlo Perucchetti, che si è trovato suo malgrado questa patata bollente tra le mani. Una assemblea prevista da tempo, quella dell’Unione, ma l’ordine del giorno è stato completamente stravolto e si è parlato quasi esclusivamente di come affrontare l’emergenza ed evitare la paralisi.

TUTTI I NOMI DEGLI ARRESTATI E DEGLI INDAGATI

IL PROCURATORE: "REVISIONE DEI CASI OGGETTO DI INDAGINI"

«Nel riaffermare il principio di presunzione di innocenza, l’Unione Val d’Enza ha sottolineato la necessità di garantire in via provvisoria, in questa fase delicata, il funzionamento del Servizio Sociale dell’Unione. Tale servizio rappresenta un aiuto essenziale per le famiglie del nostro territorio e in quanto tale non può subire interruzioni. A tal fine sarà individuata la figura di un nuovo responsabile entro pochissimi giorni e verranno adottate tutte le misure necessarie, a livello di struttura e di presenza sul territorio – recita il comunicato ufficiale di Perucchetti – Certamente i fatti oggetto dell’indagine imporranno una seria riflessione sul sistema attuale, attraverso un confronto aperto e senza pregiudizi con cittadini e forze politiche: siamo consapevoli dell’importanza del contributo delle idee di tutti per migliorare il livello qualitativo, che riteniamo già elevato, dei servizi».

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Al di fuori dell’ufficialità, nella seduta i sindaci dell’Unione – in prima linea, visto che in questa storia Andrea Carletti è finito ai domiciliari proprio per la delega alle Politiche Sociali distrettuali – hanno concordato di dover in primo luogo nominare un presidente dell’Unione. Dopo di che si procederà, a cascata, a un riassetto delle varie deleghe: a chi spetterà l’ardo compito dell’eredità Carletti, è stata una questione non affrontata. Una delle priorità – che potrebbe scavalcare per tempistica la road map proprio a causa dell’urgenza – sarà individuare un responsabile del Servizio Sociale che possa sostituire in via temporanea Federica Anghinolfi, figura chiave sempre più sulla graticola giudiziaria. Su un punto i sindaci hanno concordato: il servizio non può restare fermo in attesa degli sviluppi giudiziari, che potrebbero protrarsi per mesi. Urge affidare la responsabilità del servizio a un dirigente: l’orientamento è scegliere un tecnico dalla provata affidabilità.

L’ausl si riunisce oggi. Evidentemente Unione e Ausl si sono confrontati sul da farsi, suddividendosi i compiti per garantire l’assistenza in questo periodo di assenza degli specialisti inquisiti.Questa mattina infatti è prevista una riunione straordinaria dei dottori del Dipartimento di Neuropsichiatria Infantile. A quanto trapela gli specialisti dell’Ausl potrebbero avere il compito di occuparsi della parte terapeutica dei minori, andando così a sopperire al “vuoto” di professionisti formatosi in Val d’Enza. —


 

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