Gazzetta di Reggio

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«Inchiesta devastante sotto il profilo umano ma aspettiamo i giudici»

Enrico Lorenzo Tidona
«Inchiesta devastante sotto il profilo umano ma aspettiamo i giudici»

Il procuratore Mescolini: «Indagine lampo e allarmante ma non si generalizzi» Poi chiarisce: «Per i sei bambini ritenuti vittime saranno riviste le posizioni»

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Revisione degli affidamenti dei minori oggetto dell’inchiesta, che sarà lunga e complessa ma all’insegna del massimo riserbo per tutelare le giovani vittime. Il giorno dopo l’esplosione dello scandalo sugli affidamenti dei minori in Val d’Enza, il procuratore di Reggio Emilia Marco Mescolini si presenta in conferenza stampa guardingo: «Mi perdonerete se sarò molto sintetico», preannuncia alla selva di tivù e giornalisti giunti in procura per l’attesa conferenza stampa, annullata il giorno prima.

Mescolini puntella l’indagine e precisa: «Ciò che è oggetto di quest’indagine sono fatti, non sono critiche di metodologie professionali, nonostante l’autorevolezza nel loro ambiente. L’alterazione dei disegni per esempio è stata provata attraverso due consulenze specialistiche. Ma sia chiaro che non facciamo generalizzazioni, perché chi fa l’assistente sociale ha diritto alla tutela dell’onorabilità del mestiere».

Il terreno è scivolosissimo perché si parla di minori, di famiglie spesso con disagi e di figli tolti ai genitori. La sofferenza, qualunque siano i contorni della vicenda, è il sottofondo evidente dell’inchiesta. E l’impressione è che quest’indagine, volente o nolente, sembra aver scoperchiato il vaso di Pandora. L’attenzione del caso è nazionale e le famiglie interessate da caso simili sono decine, trattandosi del centro La Cura di Bibbiano, considerato un’eccellenza non solo reggiana nel quale si è condensata la tutela dei minori: centinaia di casi l’anno. Ma sono solo sei, come spiega Mescolini, gli affidamenti finiti nella breve indagine e che risultano conclamati. Le indagini dell’inchiesta Angeli e Demoni sono partite nell’ottobre del 2018.

«Un’indagine lampo» ha detto Mescolini, ma solida perché «i carabinieri hanno ascoltato direttamente con le intercettazioni le vicende in questione». Non un quadro ricostruito da racconti. Le accuse parlano di false relazioni, falsi ricordi di abusi sessuali generati attraverso impulsi elettrici per alterare lo stato della memoria dei piccoli in prossimità dei colloqui giudiziari. Il tutto per allontanare i bambini dalle famiglie e collocarli in affido retribuito anche ad amici e conoscenti, per poi sottoporre i minori a un programma psicoterapeutico per un giro d’affari di centinaia di migliaia di euro.

Un’indagine che ha portato all’esecuzione di 17 misure cautelari nei confronti di politici, medici, assistenti sociali e liberi professionisti.

«Non è il sistema dei servizi sociali sotto esame, ma le persone attinte dalla misura», ha proseguito il procuratore, spiegando che il via all’indagine è stato dato «dall’intuito investigativo della pm Salvi, che ha visto troppi fascicoli con troppi elementi di particolarità e ha ritenuto opportuno approfondire».

Ora sui bambini coinvolti «decideranno il tribunale dei minori di Bologna o il tribunale civile, a seconda che ci sia di mezzo una causa di separazione o meno». Il procuratore ha detto che saranno «rivagliati tutti i sei casi dei minori coinvolti, tra Reggio e Tribunale dei minori».

Ma non mancano i «no comment» – come aveva preannunciato – su diversi snodi. «Non ho nulla da dire sulla onlus Hansel e Gretel» e anche alla domanda sugli affidamenti dati a coppie omosessuali risponde con un «no comment».

Non manca però una notazione personale: «Mi sono occupato di fatti molto provanti di ’ndrangheta per dieci anni, ma questa inchiesta è umanamente devastante – ha detto Mescolini – Per la velocità con cui tutto è emerso, restituisce un quadro assai allarmante. Ma conta il giudizio della legge e dei giudici».

Le intercettazioni rivelano una sorta di accanimento per distorcere o quantomeno condizionare i ricordi dei piccoli rispetto ai genitori. Storie finite in tribunale e che hanno portato a disgregazioni. «Dal punto di vista umano, quando si toccano dei bambini e quando vengono perpetrate delle violenze su di loro, ognuno di noi non può non restare colpito. Ci impegneremo per raccogliere più elementi possibili e chiudere le indagini», ha detto il comandante dei carabinieri reggiani, il colonnello Cristiano Desideri, presente alla conferenza stampa. —



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