Dove si è chiuso Vecchi? Nello studiolo
Martedì la presentazione del nuovo governo cittadino: sindaco nel pensatoio. Serve una giunta forte non accontenta-tutti
Segue dalla prima
Il pericolo era stato incarnato non certo dal candidato del centrodestra Roberto Salati, per l’avventura del quale immagino neanche Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia abbiano elaborato la sconfitta (e la scelta).
Il pericolo per il Pd e dintorni era stato incarnato dalla obsolescenza dello stesso sistema e dalla risposta fiacca o ritardataria a temi come la sicurezza, la strada, la gente, l’ambiente, e dal fenomeno che recentemente ho definito amministrativismo.
Fenomeno che ingessa la macchina comunale, separa l’apparato dirigenziale da quello politico. Sovrappone il primo al secondo. Il primo ha egemonia sul secondo.
E qui Vecchi deve entrare con la leva, cambiare il motore. Non riparare.
ULTIMA LINEA DI CREDITO
Sapete che cosa temo? Che il sindaco, il Pd, la maggioranza, superato il rischio, non abbiano inteso la lezione subìta e che nei prossimi cinque anni vivano in una dimensione priva di nemici veri, oppositori d’assalto.
Il loro sarà un potere politicamente indisturbato. Un rettilineo fino al 2024 dove però il mondo intorno cambia vorticosamente insieme all’elettorato e al pensiero del Paese.
Il risultato delle comunali per il centrosinistra è stato un tagliando, un’ultima linea di credito accordata dai cittadini.
Senza un rinnovamento (una “renovatio”, si direbbe nello studiolo rinascimentale) l’azzardo allora è quello di sommare all’amministrativismo – segnalato da 33 avvisi di garanzia totali e sparsi – il politicismo.
Una ideologia – il politicismo – di comportamento e gestione della cosa pubblica di cui circola l’idea che si perpetui da un settantennio.
UNA GIUNTA FORTE
Che serve? Una giunta forte. Fatta di assessori con deleghe piene e obiettivi precisi, che sia oltre la chimica delle rappresentazioni delle molecole (Pd in purezza, post-renziani, dem, fedelissimi, espressioni di lista, campioni di preferenze, debuttanti, usato sicuro).
Un governo cittadino che sia al di là della mentalità dello studiolo, dell’armadietto, dello stipetto, del cassetto dove i dominanti conservavano il cosmo miniaturizzato in naturalia, artificialia e mirabilia. Tutto sotto controllo, tutto ordinato secondo i parametri e i programmi del sindaco Vecchi.
Lo scopo dell’anti-studiolo è invece la discontinuità, che è stata pretesa dal risultato elettorale comunale, anche quello del centrodestra e pentastellato, perché Vecchi e i suoi, oltre al diritto a governare, hanno il dovere di recuperare consenso.
Se il Vecchi-bis non riparte da questo obiettivo, nel 2024 lo studiolo diventerà piccolo piccolo, stretto stretto, svanito svanito. —
s.scansani@gazzettadireggio.it
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