Gazzetta di Reggio

Reggio

paura in piazza scapinelli 

Estrae manganello contro il barista che gli nega da bere poi cerca vendetta

Ambra Prati
Estrae manganello contro il barista che gli nega da bere poi cerca vendetta

Fermato dall’Arma, l’ubriaco scappa dal pronto soccorso e torna in centro “frustando” un’auto con un cavo d’acciaio

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Prima armato di manganello estensibile se l’è presa con il barista e i suoi collaboratori, colpevoli di non avergli servito da bere, poi ha opposto resistenza ai carabinieri che lo stavano conducendo in caserma; non contento, in cerca di vendetta, è fuggito dal pronto soccorso – dov’è stato portato per un malore – per tornare insieme a un amico sul posto, nei pressi di un bar del centro storico, dove ha danneggiato un’auto in transito con un cavo d’acciaio. Protagonista del parapiglia notturno un tunisino di 19 anni, residente a Reggio Emilia, in preda ai fumi dell’alcol: è stato denunciato per danneggiamento e porto abusivo di armi, mentre l’amico, un egiziano 20enne abitante in città, è stato denunciato per il solo reato di porto abusivo d’armi, visto che le telecamere del sistema di videosorveglianza hanno dimostrato la sua estraneità alla “frustata” inferta alla vettura.

La vicenda, svoltasi in due tempi, è iniziata alle 2 della notte tra giovedì e venerdì, quando il 19enne, già visibilmente alticcio, si è presentato al NoName Caffè di piazza Pietro Scapinelli 6, un cocktail bar situato nello slargo dietro al mercato coperto.

Entrato nel locale, il 19enne ha chiesto con insistenza che gli servissero da bere, ma visto che si reggeva a malapena in piedi il barista si è rifiutato di servirlo. Di fronte al diniego, il giovane è andato su tutte le furie: ha iniziato a urlare e non ha esitato a estrarre un manganello telescopico – simile a quelli appena dati in dotazione alla polizia municipale – tentando di aggredire il barista. Il titolare e soprattutto i dipendenti, intervenuti in sua difesa, sono riusciti a disarmare il rissoso sconosciuto e a tenerlo fermo, finché una pattuglia di carabinieri, nel frattempo allertati, è sopraggiunta sul posto, prendendo in consegna l’ubriaco non senza difficoltà. Nella vicina caserma di Corso Cairoli, dove l’esagitato è stato portato per le formalità di rito e per il sequestro del manganello, all’improvviso il 19enne ha accusato un malessere: i militari hanno quindi provveduto a chiamare un’ambulanza per far portare il giovane al pronto soccorso. Pareva finita lì.

Invece, subito dopo la “coda” della vicenda. Una volta arrivato al Santa Maria Nuova, mentre era in attesa di essere visitato, il 19enne approfittando di un momento di distrazione dei sanitari ha infilato la porta e si è allontanato in modo arbitrario.

Per poi ricomparire pochi minuti dopo, insieme all’amico egiziano, in centro storico: questa volta “armato” di un cavo d’acciaio aggrovigliato, con il quale ha colpito una macchina di passaggio. Il conducente ha subito allertato il 112 e si immagini la sorpresa dei militari del Nucleo Radiomobile quando, per strada, si sono imbattuti di nuovo nel soggetto che pensavano non più in grado di nuocere. Ai militari è toccato disarmare il 19enne e immobilizzarlo, dopo che, alla vista della gazzella, l’amico 20enne ha tentato invano di disfarsi di un coltello a serramanico. Anche il coltello, lungo 19 centimetri dei quali 9 di lama, è stato recuperato e sequestrato dall’Arma, che a quel punto ha accompagnato entrambi (il recidivo e l’amico, poi scagionato dagli occhi elettronici per quanto riguarda il cavo) ancora al comando. —



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