Il Forum Famiglie: «Occasione per rilanciare l’istituto affido»
bibbiano. «Chi ha sbagliato paghi, ma si rilanci a dovere l’istituto dell’affido». Non si fermano le reazioni al terremoto in Val d’Enza. A intervenirre è il Forum Nazionale delle Associazioni Familiari che, per voce del presidente nazionale Gigi De Palo, ha preso una posizione «condivisa e sottoscritta» dal presidente del Forum di Reggio Emilia Maurizio Rizzolo.
«Chiariamo due cose: anzitutto chi ha sbagliato deve pagare e i controlli in questo ambito devono essere ampliati e moltiplicati, per evitare il ripetersi di nefandezze come queste, perché i bambini sono il futuro del mondo. In secondo luogo un caso come questo non può fermare l’istituto dell’affido familiare, ma deve anzi rilanciare il tema dell’accoglienza, che rappresenta una scelta d’amore, per i bambini accolti e per le famiglie che la compiono». «Molte sono le famiglie che, anche con l’aiuto delle associazioni, vivono l’esperienza dell’affido con disponibilità e gratuità – aggiunge Massimo Orselli, delegato all’Affido familiare e adozione del Forum Famiglie – in stretto rapporto con i servizi sociali e i tribunali per i minorenni. Per questo come Forum ci sentiamo di cogliere questa circostanza nefasta per riaffermare l’importanza e la bellezza dell’affido e promuoverne il valore innanzitutto sociale, chiedendo ad altre famiglie di fare questo passo. Un episodio drammatico non può e non deve fare del male anche alle migliaia di bambini in affido e alle famiglie che in tanti anni si sono dedicate con amore sincero a questi minori».
Intervengono anche le Famiglie Separate Cristiane Onlus: «È desolante quello che è successo a Reggio Emilia. Sembra che solo ora i media si accorgano di questi tipi di violenza. Da anni noi chiediamo la riapertura di alcuni casi similari di bambini plagiati dai genitori o da terzi, che presentano sempre una costante: l’intervento di servizi sociali poco professionali o poco competenti. Chiediamo la riapertura di alcuni casi emblematici chiusi frettolosamente, tra questi Rignano Flaminio, dove vi è stato un silenzio colpevole di tante figure di professionisti (avvocati, giudici, mediatori familiari) e anche di tante associazioni delle famiglie».
«L’ente Unione rischia di implodere», afferma il Diccap, il dipartimento autonomie locali e polizia locali. «Dopo questo nuovo scossone i dipendenti si sentono abbandonati a loro stessi. Auspichiamo che i nuovi sindaci, diversamente da quanto fatto dalle amministrazioni precedenti, prendano sul serio il problema evitando di temporeggiare come fatto nei mesi scorsi con il corpo di polizia locale. Le precedenti amministrazioni non sono riuscite in questi mesi a riorganizzare il corpo, che è stato ed è tuttora senza un comandante (eccezion fatta per l’incarico conferito per qualche settimana al comandante Mazzoni dell’Unione Tresinaro-Secchia). Bisogna riorganizzare immediatamente il Servizio sociale e la polizia locale, servizi fondamentali per la cittadinanza». —
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