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scandalo minori 

«Papà perché non mi scrivi?». Ma regali e lettere venivano bloccati

Enrico Lorenzo Tidona
«Papà perché non mi scrivi?». Ma regali e lettere venivano bloccati

I doni per i bimbi trovati in una stanza dei servizi di Bibbiano. Il diario di una ragazzina svela le manipolazioni dell’affido

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BIBBIANO  Scarpette da calcio, bambole da pettinare, robottini e giochi da tavolo, astucci colorati ma anche i più tradizionali vestiti per coprirsi in inverno. Doni celati da carte regalo, in buona parte strappate, inviate ai propri figli da genitori allontanati, in alcuni casi «sulla scorta di false motivazioni» per presunte violenze.

Regali stipati in una stanza dagli operatori dei servizi sociali indagati ora per lo scandalo sugli affidi dei minori in Val D’Enza. Interruzione di contatti sospette: in un caso dirigente e assistente sociale «diradavano gli incontri» tra una minore e i suoi genitori «per poi interromperli anche per lunghissimi periodi senza alcuna reale e legittima motivazione, isolando la bambina ed impedendo altresì lo scambio di corrispondenza e regali anche in occasioni di particolari ricorrenze» ha scritto il giudice per l’indagine preliminare nell’ordinanza che ha portato all’emissione di 17 misure per un totale di 27 indagati.

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Gli assistenti sociali avevano scritto in una relazione trasmessa al tribunale che la bimba in affido non voleva più saperne dei genitori naturali ai quali era stata tolta. Ma il perito del giudice per l’indagine preliminare dell’inchiesta “Angeli e Demoni” ha trovato il diario della bimba, in cui - pochi mesi dopo il deposito della relazione - la ragazzina confessava invece di aver pianto più volte per tutta la notte per la mancanza dei genitori.

IL PROCURATORE: "REVISIONEDEI CASI, OGGETTO DI INDAGINE"

Poi la lettera accorata rivolta al padre ma mai recapitata dai servizi sociali, che sconfesserebbe quel distacco certificato invece al giudice: «Caro papà mi manchi tanto, spero che ci rivedremo al più presto possibile. Vorrei che mi portassi uno dei tuoi splendidi regali. Mi potresti scrivere un biglietto o un messaggio più spesso perché di te non ho ricevuto nessun biglietto e quindi mi sono chiesta il perché. Quando avrai finito di leggere per favore prendi immediatamente carta e biro e mi scrivi una bella lettera. L’aspetto con tutto il cuore, ti voglio un bene gigante e infinito papà. By ... (omissis)».

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A dire di non averla mai ricevuta è il padre stesso, che invece cercava a sua volta di far giungere parole e messaggi d’affetto e sostegno alla figlia, senza riuscirvi. I carabinieri troveranno poi l’originale delle lettera della bimba negli uffici dei servizi sociali. È solo uno degli episodi emotivi che raccontano le complesse relazioni contenute nelle trame dell’inchiesta che sta squassando la Val d’Enza così come tutto il sistema di tutela dei minori, che con il centro La Cura aveva voluto stabilire a Bibbiano un’eccellenza di caratura regionale. Secondo l’accusa, però, sono stati commessi illeciti amministrativi - che hanno portato anche all’arresto del sindaco di Bibbiano Andrea Carletti - oltre ai più gravi illeciti con danno ai minori e altri legati al business generato dal sistema di terapia e affidamento a soggetti esterni, retribuiti e legati spesso a chi gravitava attorno al centro La Cura.

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Reggio Emilia è ora sotto shock a causa di un’intera filiera, tra medici, assistenti sociali, psicologi e psicoterapeuti, finita sotto il faro nazionale. Il sindaco Carletti, appena rieletto, è agli arresti domiciliari, il direttore dell’Ausl di Reggio Emilia Fausto Nicolini è indagato. Ma sarà il gup a stabilire chi andrà a processo e chi verrà archiviato per la sfilza di reati che a vario titolo parlano di frode processuale, depistaggio, abuso d’ufficio, maltrattamenti su minori, falso in atto pubblico, violenza privata, tentata estorsione, peculato d’uso. Una selva intricata di reati in buona parte slegati. Ma a preoccupare sono quelli di lesioni gravissime ai minori. Ci sono poi i racconti falsati, le relazioni artefatte per descrivere abusi mai compiuti e per togliere i bambini ai genitori, i “lavaggi del cervello” ai piccoli fatti anche con la «macchinetta della verità» a impulsi elettromagnetici che tanto sta facendo discutere.

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