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All’avvocato Scarpati si contesta una raffica di incarichi fiduciari

Am. P.
All’avvocato Scarpati si contesta una raffica di incarichi fiduciari

Niente bandi né rotazione Per anni è stato il legale dei minori abusati, dell’Unione Val d’Enza e perfino dell’Anghinolfi 

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bibbiano. Avvocato dei minori abusati, avvocato dell’Unione Val d’Enza parte civile nei processi e avvocato di fiducia di Federica Anghinolfi. Il che equivale a dire controllato e controllore. Al di là di quelli che saranno gli esiti penali, la posizione di Marco Scarpati, stimato esperto di abusi minorili e storica figura di riferimento in questo campo, all’interno della struttura “La Cura” presenta quantomeno un conflitto di interessi.

Da sotolineare che l’avvocato Scarpati viene definito dall’accusa come un «concorrente extraneus al reato», non coinvolto direttamente nella gestione dei singoli casi. Tuttavia ai cinque indagati – Anghinolfi (in quanto dirigente del servizio), Carletti (assessore politiche sociali dell’Unione), Campani (responsabile dell’Ufficio Piano dell’Unione) e Canei (istruttore amministrativo del Servizio Sociale dell’Unione) e infine lo stesso Scarpati – si imputano «affidamenti intuitu personae», cioè incarichi fiduciari a raffica in virtù delle acclarate qualità del libero professionista, in barba a parecchie normative e in violazione alle linee guida dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac). Incarichi «in contrasto con la natura occasionale», che avrebbero procurato «intenzionalmente a Scarpati un ingiusto vantaggio patrimoniale»: liquidati «12.830 euro nel 2016, 18.593 euro nel 2017, 27.287 euro nel 2018 (per un totale di oltre 50mila euro)». Nulla di male, né cifre esorbitanti, senonché tali somme vengono erogate «simulando una formale procedura ad evidenza pubblica per l’affidamento dell’incarico di consulente giuridico del Servizio Sociale Val d’Enza, procedura in realtà intrisa di macroscopiche e gravissime irregolarità volte a favorire Scarpati», al quale sono stati affidati «sia l’incarico di consulente giuridico sia singoli incarichi di fiducia dei minori affidati al Servizio sociale». Condotte che avrebbero procurato a Scarpati «non solo l’ingiusto vantaggio patrimoniale pari a 20mila euro(rilevata la nullità del bando), bensì anche le ulteriori somme da quest’ultimo percepite con riferimento ai singoli incarichi di difesa dei minori».

Non solo: Federica Anghinolfi, «in presenza di un interesse proprio», non si è astenuta dal nominarlo (il 20 giugno 2018) suo difensore di fiducia per un procedimento penale che la riguardava.

Ad Andrea Carletti e Nadia Campani, in particolare, l’accusa muove l’addebito di essere «pienamente consapevoli della totale illeicità del sistema» e «della sistematica violazione della trasparenza e rotazione nelle nomine fiduciarie», sostenendo altresì «il legale anche attraverso l’invito a pubblici convegni tenutisi a Bibbiano», con Scarpati relatore.

Mentre all’avvocato si addebita «la totale illeicità non solo della procedura amministrativa, ma anche della cumulabilità economica». —

Am. P.

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