Gazzetta di Reggio

Reggio

La candidata 5 stelle lascia il consiglio Panarari entrerà al posto di Ognibene

Giuseppe Galli
La candidata 5 stelle lascia il consiglio Panarari entrerà al posto di Ognibene

L’avvocato si dimette prim’ancora della seduta di insediamento: motivi personali e professionali... e di opportunità politica

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Nel marzo del 2018 ha sfiorato l’elezione alla Camera dei deputati, perdendo la sfida con Antonella Incerti per poco più di duemila voti (52.868, pari al 30,47%, contro i 54.975 della rivale del Pd, che chiuse insieme alla coalizione al 31,68%). Un anno dopo Rossella Ognibene ha fallito – subendo il tracollo del suo partito, il Movimento 5 Stelle – l’appuntamento con la corsa alla poltrona di sindaco di Reggio, racimolando solo 12.049 voti (il 14,71%) e vedendo così sfumare anche l’appuntamento con lo storico ballottaggio di Reggio Emilia, al quale si è poi presentato Roberto Salati (forte del suo 28,22%), sostenuto dal centrodestra e sconfitto il 9 giugno scorso dal sindaco uscente Luca Vecchi.

Ora, alla vigilia del primo consiglio comunale, il candidato sindaco dei 5 stelle ha deciso di dimettersi prima ancora dell’inizio della consigliatura. Una decisione presa in autonomia, senza rilasciare – al momento – dichiarazioni ufficiali sulle cause della scelta che, oltre che da ragioni personali, sarebbe in realtà motivata da scelte professionali e di opportunità politica.

LO SCANDALO AFFIDI

IN VAL D’ENZA

Rossella Ognibene, infatti, è l’avvocato di Federica Anghinolfi, la responsabile del servizio sociale integrato dell’Unione di Comuni della Val d’Enza che giovedì scorso è finita agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta shock sui presunti affidi illeciti (di cui riferiamo anche oggi alle pagine 2 e 3), con le accuse di falso in atto pubblico, abuso d’ufficio, violenza privata e lesioni personali gravissime. Un’inchiesta, con 27 persone indagate (tra le quali l’avvocato Marco Scarpati, collega di studio della stessa Ognibene) e 17 sottoposte a misure cautelari, che vede coinvolto anche il sindaco di Bibbiano (Andrea Carletti), indagato per abuso d’ufficio e falso, e che ha aperto una battaglia politica fra lo stesso Movimento 5 stelle e il Pd, motore politico dell’Unione Val d’Enza e, di conseguenza, ritenuto dai grillini responsabile di questo “sistema” finito sotto accusa.

UNA QUESTIONE

DI OPPORTUNITÀ

Se è vero che non c’è conflitto di interessi tra la professione di avvocato, la difesa stessa della Anghinolfi e il ruolo di consigliere comunale a Reggio, non è men vero che per la Ognibene sarebbe stato impossibile guidare la battaglia politica del Movimento su questo specifico caso. Soprattutto da qui, quindi, deriva probabilmente la decisione di farsi da parte ed evitare possibili imbarazzi al Movimento 5 stelle, il primo a prendere una posizione molto netta anche attraverso il vice presidente della Camera, la deputata reggiana Maria Edera Spadoni, che giovedì ha dichiarato: «Chi maltratta un bambino o usa violenza, carcere a vita e buttare la chiave».

CRISTIAN PANARARI

PRIMO DEI NON ELETTI

Anche la sostituzione di Rossella Ognibene con il primo dei non eletti, però, creerà un’ulteriore situazione scomoda per il Movimento 5 stelle, essendo che lo scranno lasciato vacante dalla Ognibene finirà a quel Cristian Panarari – già consigliere comunale nella passata legislatura, subentrato a Ivan Cantamessi – che appena pochi giorni fa è entrato in conflitto con la stessa Maria Edera Spadoni per un post sessista pubblicato su Facebook, relativo alla Nazionale italiana di calcio femminile.

LA POLEMICA SESSISTA

SULLE AZZURRE

«Forza Azzurre, regalate “notti magiche” agli italiani», ha scritto Panarari, noto anche per la sua carriera nel wrestling con lo pseudonimo di Mistero. Al post ha aggiunto una foto allusiva di Laura Giuliani, portiere delle Azzurre, durante un’azione di gioco. A condannare il post era stata proprio la Spadoni che, sempre su Facebook, aveva commentato: «Battute pessime, sessismo squallido, non merita neanche troppe righe. I piccoli uomini si rivelano in queste cose». E ancora: «Sto procedendo alla segnalazione nei confronti di Cristian Panarari. Per me è fuori dal M5s».

L’AUTODIFESA

DEL WRESTLER MISTERO

Lui, comunque, si era difeso così dalle accuse della Spadoni: «Non era mia intenzione offendere la dignità femminile – aveva detto Panarari – Attendo che dal Collegio dei Probiviri del M5s arrivino le contestazioni conseguenti alla segnalazione dell’onorevole Spadoni per poter, a norma di regolamento, controdedurre con le mie ragioni. Fino a quel momento rimango dove sono, nonostante i desideri della Spadoni».

LA “SIMPATIA”

PER ROBERTO SALATI

Nelle due settimane che hanno preceduto il ballottaggio, inoltre, Panarari – che prima delle elezioni era in corsa per diventare assessore allo Sport – era stato segnalato anche da altri attivisti pentastellati per la sua mancata imparzialità, a dispetto di quanto indicato dalle stesse Spadoni e Ognibene. Panarari, infatti, non aveva nascosto la sua simpatia per Roberto Salati.

Ora, forte delle 138 preferenze ottenute alle elezioni del 26 maggio scorso (e del quarto posto nella classifica dei candidati consiglieri pentastellati, alle spalle di Aguzzoli, Soragni e Bertucci) Panarari rientrerà in consiglio comunale e vedremo su quali banchi siederà. —



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