Gli psicologi: «Ci costituiremo parte civile nel procedimento»
Lo scandalo reggiano finisce sul tavolo del Consiglio Nella prossima assemblea dell’11 luglio si valuteranno «provvedimenti disciplinari»
reggio emilia. Lo scandalo Val d’Enza approda sul tavolo dell’Ordine degli Psicologici dell’Emilia-Romagna, che preannuncia «eventuali provvedimenti disciplinari nei confronti dei colleghi coinvolti» – ma bisognerà attendere la conclusione del processo penale – e che, «qualora le indagini sfocino in rinvii a giudizio, ci costituiremo parte civile». Il caso sarà valutato nel corso del prossimo consiglio dell’Ordine, che si riunirà in Strada Maggiore l’11 luglio, presieduto da Anna Ancona, presidente regionale nonché vicepresidente del Cnop (il consiglio nazionale ordine psicologi).
«La nostra comunità professionale è profondamente scossa da quanto è emerso dall’indagine che vedrebbe indagati colleghi psicologi, psicoterapeuti, operatori socio-sanitari e amministratori pubblici – fa sapere l’Ordine – Non si conoscono i dettagli della vicenda, ma le notizie trasmesse dai media fanno trapelare fatti che appaiono di gravità sconcertante e che, se confermati, farebbero emergere condotte gravissime e del tutto incompatibili con l’etica degli psicologi e con il nostro codice deontologico».
«La tutela della salute famigliare e della protezione dell’infanzia e dell’adolescenza è un campo delicatissimo che non può essere trasformato in un’occasione per trarre profitti illeciti, fermo restando che bisogna stare attenti a non fare di tutte le erbe un fascio – prosegue l’Ordine – L’affido familiare è un istituto giuridico utile, per preservare il benessere dei bambini, per proteggerli da situazioni di pericolo, violenza e abuso. In moltissimi casi è l’unica risposta riparativa possibile». —
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