Gazzetta di Reggio

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Il salumificio Sare annuncia il pagamento dello stipendio di maggio e della 14esima

Daniela Aliu
La protesta degli operai del salumificio Sare
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La protesta degli operai del salumificio Sare

Bibbiano, gli operai continuano il presidio davanti all’azienda: «Siamo in difficoltà, dovete capirci. Vogliamo garanzie per il Tfr»

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BIBBIANO. Non mollano, i ventisei operai del salumificio Sare di Barco che ieri mattina, assieme ai sindacati, si sono presentati all’incontro fra le parti al Centro per l’impiego di Reggio Emilia. Presenti al tavolo d’incontro Vanni Salatti in rappresentanza dell’Agenzia regionale per il lavoro; il proprietario Liberato Spezia, assieme al suo consulente Luigi Duraccio; rappresentanti degli operai Sare; Vittorio Daviddi della Fai Cisl; Salvatore Coda per la Flai Cgil. . Durante l’incontro i sindacati hanno spiegato alle parti il lungo calvario delle ventisei famiglie che, dopo anni di casa integrazione, si sono viste arrivare le lettere di licenziamento.

L’azienda si è presa l'impegno di pagare entro la giornata di ieri la mensilità di maggio (i dipendenti confidano di ricevere il bonifico entro domani) e, il prossimo 10 luglio, la quattordicesima. Inoltre, i sindacati, hanno chiesto all'azienda di attivare il decreto Genova che prevede la cassa integrazione per dodici mesi. Di fronte a questa richiesta, la ditta Sare si è riservata di dare una risposta. Per questo che ci sarà un altro incontro, l’11 luglio prossimo, sempre alla sede del Centro per l’impiego di Reggio Emilia.

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Il proprietario Liberato Spezia domenica sera aveva cercato di entrare nello stabilimento della Sare di Barco, ma era stato bloccato dagli operai che da una settimana presidiano l’ingresso dell’azienda con tanto di striscioni. Non si aspettava operai e famiglie fuori della ditta Sare di via Santa Lucia a Barco, il titolare dell’azienda. Liberato Spezia per alcuni minuti ha avuto una discussione animata con i suoi dipendenti.Amareggiati e accaldati, alcuni di loro hanno gridavato: «Siamo in difficoltà, dovete capirci. Le nostre famiglie hanno bisogno degli ultimi stipendi, ma anche di garanzie per il Tfr».

E ancora: «La lettera di licenziamento ci ha tolto la dignità. Abbiamo fatto la storia di questa azienda».Un dibattito tra le parti durato alcuni minuti, appunto, terminato quanto il titolare dell’azienda se ne è andato. Nonostante il caldo afoso di queste giornate, i ventisei dipendenti sono decisi a non mollare: continuano a scioperare davanti allo stabilimento di Barco, dove in tanti – politici locali, compresi sindaci ed esponenti dell’opposizione – sono andati ad esprimere la propria solidarietà agli operai.

Nei giorni scorsi è stata diffusa anche una lettera aperta da parte dei sindacati Cisl e Cgil in merito alla vicenda Sare. La tensione rimane comunque alta, visto che anche dall’ultimo incontro gli operai non hanno avuto garanzie in merito al Tfr, e tantomeno sulla richiesta avanzata dai sindacati per attivare il decreto Genova, che consentirebbe di beneficiare di altri dodici mesi di casa integrazione. Ed è per questo che i sindacati e i rappresentanti degli operai fanno sapere che il presidio davanti al salumificio di via Santa Lucia resterà attivo almeno fino all’11 luglio prossimo. —

 

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