«Angurie rubate in vendita sui camion degli abusivi»
L’associazione: «Ogni anno il fenomeno danneggia gravemente la produzione» Il produttore Ivan Bartoli: «Furti ricorrenti, serve una soluzione efficace»
REGGIO EMILIA. È iniziata la stagione di maturazione di frutta e verdura e puntuali sono ritornati anche quest’anno i furti nelle campagna, di piccola entità ma continuativi. In particolare vengono sottratte le angurie direttamente dai campi o, ancora peggio, prelevate dalle serre con conseguenti danni alle strutture. Il rischio è che la merce rubata venga venduta i modo illecito da ‘improvvisati venditori non autorizzati’, rischiando di danneggiare l’intero settore.
Il fenomeno è probabilmente frutto della crisi ma certamente anche di una aumentata presenza di bande di malviventi che battono ormai sistematicamente le campagne e rubano ciò che trovano, anche carburante e attrezzi agricoli. Coldiretti Reggio Emilia confida in una maggiore presenza delle forze dell’ordine nelle strade di campagna durante le ore notturne e ribadisce l’importanza delle segnalazioni di furto da parte delle aziende agricole alle stesse forze dell’ordine che possono senz’altro essere di aiuto per scoraggiare la criminalità comune.
Si auspicano azioni preventive e di buon senso in stretto accordo con le istituzioni, carabinieri, polizia stradale e corpo forestale dello stato che intensificheranno i controlli lungo tutta la filiera, dal campo al chiosco dove viene effettuata la vendita diretta dell’anguria reggiana.
Così commenta alla Gazzetta Ivan Bartoli, presidente dell’Associazione Produttori di Anguria Reggiana: «È davvero necessario aumentare l'attenzione verso fatti come questi. Come tutti gli anni subiamo furti sistemici, chi più, chi meno. Oltretutto, in un anno come questo in cui c'è carenza di angurie aumentano anche i danni. Io personalmente ho avuto diversi episodi di piccola entità, e ho provveduto con la vigilanza privata, che è presente di notte per scoraggiare. Sono episodi che si ripetono soprattutto durante il weekend verso mezzanotte. Qualche giorno fa perfino di pomeriggio una macchina è entrata e ha caricato tutto nel baule. Poi a volte vengono con il furgone e allora prendono anche 10-15 quintali, spesso vengono da fuori, mi è capitato che fossero persone del mantovano. Di fronte a casi come questi per ora la vigilanza è proprio l'unica cosa che può aiutare».
Tuttavia, non è possibile che gli agricoltori debbano rivolgersi a servizi di vigilanza privati come unica opportunità per proteggere i propri raccolti. L’appello è quindi rivolto a carabinieri e polizia, in modo che tutti possano essere tutelati allo stesso modo.
«Ben vengano i controlli da parte delle forze dell’ordine – conclude Ivan Bartoli – è necessario che tutti i produttori denuncino tempestivamente alle forze dell’ordine i furti subiti nelle aziende agricole, cosi che si possano attivare le dovute indagini e debellare il fenomeno nel più breve tempo possibile». Ricordiamo che la vera anguria reggiana Igp al momento della vendita è riconoscibile da un bollino identificativo. —
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