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L’attacco dell’opposizione sui nuovi orari alla “Pezzani”

Miriam Figliuolo
L’attacco dell’opposizione sui nuovi orari alla “Pezzani”

In consiglio comunale l’interrogazione di Cagnoli che chiede approfondimenti Il preside: «No al baby sitting. Il pre-scuola andava ridotto. Si lavori sugli spazi»

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SAN POLO. «Il sondaggio solo tra le famiglie del tempo normale? Un metodo inadeguato e ingiusto». Così Dino Cagnoli, consigliere di minoranza per la lista “Cambiamo San Polo” sul caso del cambio di orario (a partire da settembre) alla scuola elementare Pezzani. Questo mentre una cinquantina di genitori del tempo pieno si sono mobilitati per una raccolta firme “contro”.

I dubbi

Sul tema, Cagnoli ha presentato un’interrogazione in consiglio comunale all’assessore alla scuola Chiara Carbognani e al sindaco Franco Palù. «La risposta? È stata evasiva. So bene che il Comune non può intervenire sull’orario delle lezioni. Ma mi domando: perché non è stata data a tutti la possibilità di esprimersi? Poi sulla sicurezza: i bambini che rimarranno a mangiare a scuola saranno in numero superiore. Qual è la capienza della mensa? E a chi è affidata la sorveglianza dei bambini, per esempio, nel pre-scuola? Potrebbero esserci portatori di handicap. Chi li sorveglia è preparato? Ho già fatto richiesta di documentazione sulla sicurezza dell’edificio scolastico, di proprietà del Comune, sulla capienza della mensa e delle aule».

«No al baby sitting»

La contrarietà al nuovo orario («Molti di noi alle 16.15 ancora lavorano”) e la tensione tra i genitori è «comprensibile», dice il dirigente scolastico dell’istituto comprensivo Francesco Petrarca, Lorenzo Lotti, «ma non può condizionare l’organizzazione di un’intera scuola». E puntualizza: «Chi lavora alle 16.15 difficilmente non lavora alle 16.30. Inoltre, chi protesta è in minoranza. Il discorso è più ampio. La scuola primaria a tempo pieno è sì sostegno alle famiglie, ma ha la sua specificità nell’attività educativa e formativa, non nel baby-sitting».

Il vecchio tempo pieno (campanella alle 8.10 e inizio lezioni alle 8.15, e uscita alle 16.30 dal lunedì al venerdì, tranne il mercoledì, alle 15.30) da settembre sarà anticipato di 15 minuti con ingresso alle 7.55 e inizio lezione alle 8.

I conti non tornano

«Il Consiglio di istituto ha deliberato la variazione tenendo conto sia della necessità di avvicinare l’orario del tempo pieno a quello del tempo normale, sia di ridurre il pre-scuola che era di 45 minuti. Inoltre emerge la questione matematica. Con il vecchio orario erano 40 ore e 15 minuti, anziché le 40 ore per legge», ha spiegato Lorenzo Lotti.

In val d’enza

Il dirigente sottolinea che altre scuole si sono poste gli stessi problemi, come a Bibbiano, Montecchio, Montecavolo e Cavriago, che hanno già affrontato questi cambiamenti «senza che si siano verificate catastrofi».

La difficoltà è anche per chi ha figli sia alle elementari che alle medie, che distano tra loro circa 800 metri e hanno lo stesso orario di inizio lezione: «A 11 anni, a 12 e a 13 gli alunni possono percorrere 800 metri in autonomia e sicurezza (la caserma dei carabinieri è dirimpettaia alla scuola media)», dice Lotti.

E non manca l’appello per ampliare gli spazi per le attività extra-moenia. «Credo che l’amministrazione comunale abbia chiara consapevolezza della necessità, nei prossimi anni, di aumentare il numero di spazi qualificati (in questo caso i muri delle aule ordinarie)». —




 

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