Gazzetta di Reggio

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IL SEGRETARIO DELLA CGIL 

«Mi conforta la sostanziale tenuta del nostro sistema»

L.V.

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REGGIO EMILIA. Della nutrita platea di uditori presenti ieri mattina nella sede della Camera del Lavoro cittadina in occasione della illustrazione dello studio condotto da Istituto Ricerche Economiche e Sociali sull’economia e il lavoro nella nostra provincia, facevano parte anche il padrone di casa, il segretario generale della Cgil Ivano Bosco, e il sindaco del Comune di Reggio, Luca Vecchi.

Che impressioni hanno raccolto e che commenti si sentono di esprimere? È ciò che abbiamo chiesto loro per una sia pur sintetica analisi della situazione congiunturale.

«Mi conforta la sostanziale tenuta del sistema – afferma l’esponente sindacale – anche se questo pericolo di stasi non è davvero incoraggiante. L’economia locale appare sempre più soggetta alle condizioni del mercato internazionale e ciò crea luci ed ombre. È un evidente premio della qualità e della professionalità del lavoro ma se non ripartono i consumi interni si profilano anche pericoli e incognite per possibili futuri ostacoli allo sviluppo della economia locale».

«Mi preoccupano, ad esempio – ha proseguito Bosco – le difficoltà occupazionali e ciò vale sia per la componente femminile sia per i giovani. Tanti faticano ad avere un primo ingresso al lavoro, che molte volte si trasforma purtroppo in un lungo precariato. Ancora troppe le chiamate al part-time. Meno male che a Reggio Emilia, accanto al movimento cooperativo, ci sono anche altri fattori positivi. Giudico in tal senso lo sviluppo del progetto accademico. L’università può aiutare a dare una spinta alla formazione professionale di molti giovani in modo tale che essi possano acquisire competenze utili per diventare preziosi soprattutto nelle grandi imprese visto che quelle artigianali stanno purtroppo riducendosi e quindi offrono sempre minori possibilità d’impiego».

Sguardo leggermente più ottimistico quello del primo cittadino.

«Sono dati molto interessanti – annota Luca Vecchi – che dimostrano la serietà e l’impegno di tutti gli operatori di questa città. Reggio Emilia si conferma fra le province all’avanguardia e la produttività esportata la colloca addirittura prima in Regione e seconda in Italia solo a Bolzano. Quindi immagino che in prospettiva possano ridursi gli elementi negativi e si esca definitivamente dalla flessione iniziata dieci anni fa. Siamo in una fase di transizione del sistema anche se resta distante il modello pre-crisi. Ho avuto purtroppo la conferma del calo del numero di operatori artigiani che per decenni sono stati il banco di scuola per il mondo produttivo e ciò fa riflettere e considerare estremamente prezioso il ruolo del mondo universitario. Occorre una formazione tecnica che dia ai giovani quel bagaglio di competenze che li faccia diventare attraenti per il mondo dell’imprenditoria e dell’export». —

L.V.

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