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si muove il ministero di giustizia 

Affidi illeciti: gli ispettori calano a Bologna e a Reggio

Am.P.
Affidi illeciti: gli ispettori calano a Bologna e a Reggio

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reggio emilia. Sullo scandalo degli affidi facili di minori in Val d’Enza si è mosso il Ministero di Giustizia, che ieri mattina ha inviato degli ispettori prima al Tribunale dei Minori di Bologna, poi in Procura a Reggio Emilia.

Ad annunciarlo è stato lo stesso Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, rispondendo in diretta televisiva nazionale, durante il question time, ad una interrogazione della deputata reggiana di Forza Italia Benedetta Fiorini sul filone più grave di “Angeli e demoni”: gli affidi illeciti di minorenni, attraverso i Servizi Sociali Val d’Enza.

«Stiamo vigilando sulla correttezza dell’operato giudiziario in sede di affidamento dei minori – ha detto Bonafede – Le questioni sollevate investono solo in parte lo spettro delle competenze del Ministero. Quello che possiamo fare è incrociare i dati che arrivano agli uffici giudiziari per verificare in maniera stringente l’andamento delle situazioni degli affidi ai minori e individuare le situazioni critiche. Non ci sarà nessuno sconto da parte della giustizia».

A Bologna gli ispettori hanno chiesto di visionare quei casi finiti nel mirino ed in precedenza acquisiti dalla Procura nostrana. Il presidente del Tribunale per i Minorenni Giuseppe Spadaro ha precisato che si è trattato di «un atto dovuto, ma anche un segnale di particolare attenzione nei confronti di una vicenda che ha scosso l’opinione pubblica e gli stessi giudici minorili, che sono da considerare parte offesa in questa inchiesta. Sono particolarmente soddisfatto perché in tal modo abbiamo potuto dimostrare la correttezza dei miei giudici». Spadaro ha voluto ringraziare pubblicamente «il procuratore di Reggio Emilia Marco Mescolini e la pm Valentina Salvi per la collaborazione subito prestata, al fine di rivalutare immediatamente i procedimenti civili oggetto dell’indagine giudiziaria».

«Non chiamatela ispezione, è stato un incontro per capire il nostro lavoro», ha precisato da parte sua Marco Mescolini. Il procuratore capo ha confermato di aver ricevuto, nella mattinata di ieri, un solo funzionario del Ministero, al quale ha fornito indicazioni di metodo su come siano stati individuati e selezionati – all’interno di un numero di fascicoli ben più vasto, visto che è stata proprio l’impennata anomala di cause legali presentate dai genitori naturali avverso quell’unico Servizio Sociale a dare il “la” all’inchiesta – quei sei casi di bambini finiti nelle carte documentali. —

Am.P.

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