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Trote, grigliate e natura alla peschiera del Mulino

Adriano Arati
Trote, grigliate e natura alla peschiera del Mulino

Domani alle 17.30 riapre il parco ittico di Garfagno dopo due anni di chiusura  A scommettere sull’attività è Valeria Politi, 31 anni, nipote degli storici gestori

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VILLA MINOZZO. Nuova vita per la peschiera del Mulino. Dopo due anni di chiusura, domani riaprirà il parco ittico di Garfagno, una delle borgate attorno a Minozzo, una storica realtà locale, per oltre mezzo secolo mandata avanti dalla famiglia Fontana, ritrovo per generazioni di abitanti e di villeggianti.

Nel 2017, dopo tanto lavoro, la peschiera con bar aveva interrotto il proprio cammino, togliendo al territorio villaminozzese un altro riferimento importante.

Adesso, due anni dopo, si riparte, sempre in famiglia. La nuova titolare della peschiera del Mulino è la 31enne Valeria Politi, nipote dei gestori originari, da tempo impegnata nel settore naturalistico. Politi gestisce l’azienda agricola Cà d’Gianant, a Stracorada, a poche centinaia di metri da Garfagno, assieme al marito, il 37enne biologo e tecnico aziendale Maurizio Penserini.

inaugurazione

L’appuntamento è alle 17.30 per il taglio del nastro e per il rinfresco di benvenuto. Dopo di che il parco ittico sarà aperto tutti i giorni sino a fine estate, con l’eccezione del mercoledì. Sarà accessibile dalle 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 19 nei giorni feriali e con orario continuato al fine settimana.

La peschiera conta su tre vasche, alimentate dalle acque del rio Grande, in cui è possibile pescare trote iridee e trote fario, allevate in loco. Inoltre, è anche possibile comprare i pesci direttamente al banco.

E dopo? Nel parco attrezzato sono disponibili diverse griglie in cui cucinare direttamente sul posto le trote e mangiarle nella vasta area verde. «È un luogo ideale per le famiglie, i bambini, i giovani, e i meno giovani, per passare una bella giornata al fresco, con la possibilità di pescare le nostre trote», sostiene Politi.

azienda agricola

L’apertura continuativa riguarderà solo il periodo estivo, dall’autunno il ritmo diminuirà ma senza interrompere l’attività, visto che l’obiettivo è quello di ampliare, sempre di più, il pacchetto naturalistico offerto dall’azienda agricola di Politi.

«La peschiera, che nei mesi dall’autunno alla primavera resterà comunque aperta nei fine settimana e su prenotazione, fa parte di un nostro piano aziendale che sta prendendo progressivamente corpo e che comprende anche attività di agriturismo e una fattoria didattica, in un’ottica d’impresa agricola multifunzionale», sottolinea la 31enne di Minozzo. E rappresenta una piccola ma preziosa inversione di rotta sul fronte occupazionale e del presidio di aree sempre meno abitate: «Questo è un esempio virtuoso di quell’imprenditoria giovanile che cercheremo di supportare con tutte le nostre forze, perché garantire un futuro occupazionale alle nuove generazioni significa contrastare efficacemente il fenomeno di spopolamento che da decenni condiziona il territorio comunale di Villa Minozzo e l’intero Appennino reggiano», commenta il neo-eletto sindaco villaminozzese Elio Ivo Sassi.

La peschiera è stata a lungo un riferimento importante per la vallata attorno a Minozzo e fa parte della tradizione della zona. Spostandosi di qualche decina di chilometri a Febbio, è da tanti anni presente una vera istituzione come la bellissima peschiera Zamboni, a 1.200 metri di altitudine. —

Adriano Arati

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