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Lavori per 9 milioni Nel 2020 si completerà medicina riabilitativa

R.F.
Lavori per 9 milioni Nel 2020 si completerà medicina riabilitativa

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REGGIO EMILIA. Il progetto di riqualificazione del nuovo Reparto di Ortopedia inaugurato ieri ha interessato 1.100 metri dei 2.180 complessivi del quarto piano del corpo storico (quello che si affaccia su viale Risorgimento) e che alla fine dei lavori previsti per il 2020 ospiterà anche il Reparto di Medicina Riabilitativa.

I lavori, che hanno interessato per ora solo il Reparto di Ortopedia, sono costati oltre 4 milioni di euro e sono stati realizzati anche grazie al contributo di 2 milioni di euro da parte della Fondazione Cuvier Boni. L’intervento si colloca nell’ambito di una serie di lavori di ristrutturazione dei fabbricati storici dell’ospedale risalenti agli anni ’60 che può contare su un finanziamento di 9 milioni tra contributi statali e regionali. Il rinnovato reparto dispone di 18 stanze di degenza (da due e tre posti letto) tutte dotate di sollevatore per favorire la mobilità dei pazienti allettati per complessivi 42 posti letto.

Nel 2020 invece si completeranno i lavori che coinvolgono il reparto di Medicina Riabilitativa che disporrà a sua volta di 30 posti letto. In attesa del trasferimento dei pazienti nei nuovi locali, che avverrà tra luglio e agosto, ieri all’inaugurazione degli spazi, accoglienti e luminosi, erano presenti il presidente della Regione Stefano Bonaccini, della Provincia Giorgio Zanni, il sindaco di Reggio Luca Vecchi, il sottosegretario alla presidenza della Regione Giammaria Manghi, il vice presidente dell’Assemblea Regionale Ottavia Soncini, il consigliere regionale della Lega Gabriele Delmonte e il sindaco di Luzzara e segretario provinciale Pd Andrea Costa, accolti dal direttore generale Ausl Fausto Nicolini e dal direttore del presidio ospedaliero reggiano Giorgio Mazzi.

Nel suo intervento il presidente della Regione Bonaccini ha sottolineato «come il Ministero della Salute abbia certificato che nostra è tra le tre regioni con un livello di sanità pubblico più elevato e come tutte le 14 aziende sanitarie regionali abbiano i conti in ordine come del resto la stessa Regione». Per Bonaccini infine il futuro della Sanità regionale «è lo sviluppo della medicina di prossimità e nelle case della salute che nei prossimi anni da 100 diventeranno 120». —

R.F.

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