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Ortopedia rinnovata L’appello del primario: «Mancano i dottori»

Roberto Fontanili
Ortopedia rinnovata L’appello del primario: «Mancano i dottori»

Sabetta: «Ogni giorno dobbiamo decidere chi rimandare» Le cause: fuga nel settore privato e impennata degli anziani 

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REGGIO EMILIA. Mancano gli ortopedici e solo all’ospedale Santa Maria Nuova l’organico attuale è al di sotto di dieci unità rispetto alla pianta stabile prevista. «Ogni mattina siamo nelle condizioni di dover decidere chi non operare il giorno dopo. Non si trovano ortopedici, perché preferiscono lavorare nel privato e nel privato convenzionato. Purtroppo stiamo perdendo tanti medici, anche che abbiamo formato e ci vogliono anni per fare un buon ortopedico. Preferiscono il privato dove si guadagna di più e non sono obbligati a fare guardie e turni», ha sostenuto ieri, andando subito al punto, il Primario della Struttura complessa di Ortopedia Ettore Sabetta in occasione dell’inaugurazione del rinnovato Reparto che è stato sottoposto a un profondo intervento di riqualificazione. Il dottor Sabetta, che è anche responsabile della rete ortopedica provinciale dell’azienda sanitaria, ha colto al volo l’occasione della presenza degli amministratori regionali e locali per chiedere al mondo politico e al direttore generale dell’Ausl Fausto Nicolini «più risorse» per la propria struttura e far fronte ai cambiamenti intervenuti in questa disciplina sanitaria. «Anni fa – ha spiegato – gli interventi chirurgici in Ortopedia e Traumatologia erano il 50% del nostro lavoro, mentre oggi rappresentano il 90%. Grazie alle auto più sicure e all’uso del casco e delle cinture si è ridotto il numero dei traumi causati da incidenti stradali. Oggi molti degli interventi chirurgici riguardano persone anziane».

Poi un nuovo affondo: «Se operiamo gli anziani entro le 48 previste (come per la rottura del femore, ndr) lasciamo indietro gli altri». Insomma in Ortopedia, ma il tema è generale, si è di fronte ad un’emergenza dovuta alla ormai cronica carenza di medici, cui si aggiunge l’invecchiamento della popolazione. «Molti anziani sono anche portatori di protesi e sono numerosi gli interventi chirurgici che si rendono necessari per rifarle: si tratta di una chirurgia complessa e dai costi elevati», ha poi concluso, ringraziando i due medici del suo Reparto che seguono in particolare l’Ortogeriatria e tutto il personale per l’abnegazione quotidiana.

Nel comparto diretto dal dottor Sabetta vengono effettuati circa 2.500 interventi chirurgici l’anno, ma, ha precisato, «il numero non è significativo perché ci sono interventi che richiedono quasi un’intera mattinata. Per questo abbiamo sviluppato un progetto di rete provinciale in cui ogni presidio ospedaliero si è specializzato e i medici ruotano sul territorio, garantendo una uniformità di assistenza e cura». —


 

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