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IL PERSONAGGIO 

«Prendersi cura della comunità è il senso del mio mandato»

Luciano Salsi
«Prendersi cura della comunità è il senso del mio mandato»

Romano Sassatelli dopo la nomina a presidente della Fondazione Manodori  «Proseguiremo il percorso tracciato e condiviso su temi strategici e di rilievo»

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La scelta di Romano Sassatelli, eletto giovedì scorso all’unanimità presidente della Fondazione Manodori dal consiglio generale dell’ente, dimostra il grande apprezzamento della città per la competenza scientifica e l’impegno anche volontario con cui si combatte a Reggio Emilia la guerra contro i tumori.

Infatti Sassatelli, che ha 57 anni e risiede ad Albinea, è dal 2010 il direttore della Struttura complessa di Gastroenterologia e Endoscopia digestiva dell’Irccs Santa Maria Nuova e il responsabile del programma interaziendale di Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva.

Il suo reparto, tra i più avanzati in Italia, è, insieme alla Medicina gastroenterologica e alla Radioterapia oncologica, uno dei tre legati all’attività della onlus Apro, di cui è presidente onorario Giuliano Bedogni, suo maestro e predecessore come primario della Gastroenterologia.

Sassatelli era stato vicepresidente di Apro fino ad alcuni anni fa, quando si dimise in seguito alla nomina nel consiglio generale della Fondazione Manodori.

La sua carriera professionale si è svolta fin dall’inizio nell’ambito della stessa specializzazione. Sassatelli si è laureato in Medicina a Modena, dove si è specializzato nel 1990 in Gastroenterologia ed endoscopia digestiva. Nel 1997 ha cominciato a operare nella struttura del Santa Maria Nuova guidata, dal 1985, da Giuliano Bedogni, nella quale ha assunto funzioni di crescente importanza come responsabile del Progetto dipartimentale di Screening del cancro Colorettale, componente del Gruppo aziendale Linee Guida Screening e Referente per il trattamento con Argon di lesioni dell’apparato digerente, incaricato dell’alta specializzazione in Endoscopia biliopancreatica e del Programma di prevenzione e diagnosi precoce dei tumori del colon-retto.

Tra il 2007 e il 2008 ha svolto, per un periodo di otto mesi, le funzioni di direzione della Struttura complessa durante l’assenza del titolare Bedogni.

Alll’indomani dell’elezione, Sassatelli ringrazia i consiglieri della Fondazione Manodori per la fiducia accordatagli con un consenso unanime ed espone le linee guida del suo mandato: «Il cammino fatto nel corso della precedente presidenza, che ho vissuto come consigliere – spiega il neopresidente – è stato contraddistinto da un’ampia condivisione, in particolare sui temi strategici e di rilievo della vita della Fondazione. Proseguiremo questo percorso tracciato, con l’obiettivo di garantire un sostegno alle tante realtà del nostro territorio che intervengono, come noi, per il bene comune».

Sassatelli promette «collaborazione e trasparenza», «coinvolgimento ed apertura anche rispetto all’esterno». La Fondazione, anziché limitarsi a finanziare progetti come in passato, continuerà a porsi «come interlocutore attivo per collaborare a risolvere situazioni, a prevenire difficoltà e a condividere progettualità che riguardano l’intera comunità».

A tale proposito Sassatelli cita il bando WelCom e il bando Cresco che, proposto per la prima volta due anni fa, sta già ottenendo risultati di grande valore per il nostro territorio, come la ristrutturazione della Biblioteca dei Canonici. Fra i tanti altri progetti finanziati, il presidente cita «la prima cooperativa di comunità urbana di Reggio Emilia, il sostegno alle mense cittadine, l’aggiornamento tecnologico dei presidi ospedalieri, gli interventi mirati per la scuola e l’educazione e, non ultimi, l’adesione al Fondo nazionale per la povertà educativa e l’attivazione di un nuovo corso di laurea in Digital Marketing».

«Di particolare rilevanza per la nostra comunità – sottolinea – è l’avvio dei lavori per il nuovo polo universitario presso il seminario vescovile, a cui la Fondazione continuerà con profonda convinzione ad aderire, affiancandosi agli altri enti e alle realtà del pubblico e del privato». Sassatelli promette che il suo contributo di «professionista attivo» sarà volto al «prendersi cura della comunità in modo più ampio portando la capacità di far lavorare insieme le persone, dialogando, delegando e verificando». —



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