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È giusto stare dalla parte delle vittime e della verità

assessore al Welfare del Comune di Reggio Emilia

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L’inchiesta “Angeli e Demoni”, che ha sconvolto la Val d’Enza, ha assunto un rilievo e un significato che vanno ben oltre i suoi confini propri, sia geografici che istituzionali.

Fermarsi alle sempre giuste parole di rispetto nei riguardi dell’azione degli inquirenti non basta. Non più.

Non ora, che quell’indagine è usata come clava politica e mediatica per distruggere tutto e tutti. C’è solo una parte, dove è giusto stare, tutti. Dalla parte delle vittime e della verità.

Trasformare un sindaco (il primo cittadino di Bibbiano, Andrea Carletti, ndr) in un orco per la presunta colpa di irregolarità amministrative non è stare dalla parte della verità.

Usare un’indagine – i cui esiti andranno presi con estrema serietà – per gettare discredito su un intero mondo, demolendo un capitale sociale e umano che tutto il Paese – non solo Bibbiano, non solo l’Emilia – ha costruito in anni e anni di lavoro al servizio delle persone più fragili, non è stare dalla parte delle vittime.

Anzi: distruggere quel capitale ci espone a un futuro di maggiori rischi, di maggior vulnerabilità, di minor protezione.

Urlare sui social metwork o ai megafoni slogan rabbiosi o insulti odiosi non è stare dalla parte delle vittime, né della verità.

È irresponsabile e pericoloso innescare lo sciacallaggio politico e la spettacolarizzazione mediatica.

Se ci sono responsabilità, verranno accertate e sanzionate.

Oggi non lo sappiamo. Oggi sappiamo che ogni giorno, nelle nostre città, centinaia di operatori sociali, sanitari e della giustizia lavorano, nel silenzio, per accompagnare e proteggere le persone più fragili.

Loro sono, ogni giorno, dalla parte delle vittime.

E con loro centinaia di famiglie, associazioni, organizzazioni che supportano le nostre istituzioni nella costruzione di percorsi di protezione, di risposte di comunità, di estensione di opportunità e quindi di diritti che le istituzioni, da sole, non riuscirebbero mai a fare.

A tutti loro dobbiamo fare arrivare il nostro grazie, non i nostri insulti.

Ma non siamo ingenui. Vediamo che c’è una strategia politica della distruzione che sta tentando di demolire un modello di società.

Un modello di cui questa nostra terra emiliana è stata, ed è ancora, forse la più alta e riuscita testimonianza.

Per questo siamo un simbolo. Per questo abbiamo la responsabilità di resistere.

Per questo abbiamo l’urgenza di reagire, con una politica forte del coraggio di chi sceglie – ogni giorno – di stare con le vittime e la verità. —

assessore al Welfare

del Comune di Reggio Emilia



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