Gazzetta di Reggio

Reggio

Attraversa la strada in bici di notte Travolto da un’auto, muore a 17 anni

Ambra Prati
Attraversa la strada in bici di notte Travolto da un’auto, muore a 17 anni

In via dei Gonzaga Salvatore Serpentino è volato in un fosso. Il conducente 22enne della Mercedes: «Non l’ho visto»

3 MINUTI DI LETTURA







Da solo in bicicletta alle 2 di notte, ha attraversato la strada per svoltare in una laterale di via dei Gonzaga: proprio in quel momento e in quel tratto buio un’auto che sopraggiungeva lo ha centrato in pieno. Così Salvatore Serpentino, studente di appena 17 anni residente a Sesso, è morto all’istante.

La tragedia si è compiuta in via dei Gonzaga, la strada priva di marciapiedi e trafficata che già in passato è stata teatro di incidenti mortali. Salvatore proveniva da Cadelbosco Sopra, dove si era recato alla Notte Bianca insieme ad un gruppo di amici di quel paese, e stava tornando a casa: un tragitto non proprio breve, sulle due ruote, visto che si tratta di 3-4 chilometri.

Giunto all’altezza dell’intersezione con via Grisendi, una stradina di campagna che gli avrebbe consentito di “tagliare” in direzione Sesso, il ragazzo ha attraversato la strada. Il caso ha voluto che abbia svoltato non nel punto dello spartitraffico, che è illuminato da due lampioni, ma qualche metro prima del civico 144, reso dagli alberi e dall’assenza di illuminazione molto buio. Dalla parte opposta, da Reggio verso Cadelbosco, viaggiava una Mercede Classe A di colore bianco con a bordo altri due giovanissimi: un 22enne di Gattatico al volante (l’auto è intestata a un familiare) e al suo fianco come passeggero un coetaneo. Tutto è accaduto in una manciata di secondi: il ciclista è stato travolto dall’automobilista, che se l’è trovato davanti all’improvviso, e che dopo una brusca frenata si è fermato accanto al ponticello del civico 217. Il minorenne, sbalzato dalla sella, ha fatto un volo a diversi metri di distanza: quando sul posto sono arrivati ambulanza, automedica, vigili del fuoco (per illuminare la scena con cellule fotoelettriche) e la polizia municipale, il corpo già senza vita del ragazzo era in un piccolo fossato laterale, mentre una sua scarpa è stata trovata a metri di distanza.

«Non l’ho visto, era buio, giuro che non l’ho visto», ha dichiarato in seguito in lacrime il guidatore, sotto shock per l’accaduto. È certo che il 17enne non portava il giubbotto catarifrangente. Il 22enne è stato accompagnato all’arcispedale per essere sottoposto ai test di prassi in questi casi; all’alcoltest è risultato negato, si attende l’esito delle analisi sugli stupefacenti. Il passeggero, che ha allertato il 118, è invece rimasto sul posto, rilasciando dichiarazioni alla polizia municipale. Gli agenti hanno eseguito i rilievi di rito, che dovranno stabilire con esattezza la dinamica dell’incidente. Se sarà confermata l’eventuale responsabilità, il conducente rischia l’accusa di omicidio stradale.

Due ore dopo, quando il cadavere del 17enne era ancora nel canale di bonifica coperto da un lenzuolo, sono accorsi i genitori, residenti poco distante: quando i carabinieri sono andati a suonare al campanello, i genitori hanno voluto rendersi conto di persona dell’accaduto. Si può immaginare il loro strazio. La mattina seguente i genitori hanno eseguito il rito del riconoscimento al cimitero di Coviolo, dov’è stata composta la vittima, a disposizione del pm di turno.

La polizia municipale sta cercando altri testimoni: automobilisti quella notte di passaggio da via dei Gonzaga, che potrebbero aver notato qualcosa. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google