Gazzetta di Reggio

Reggio

Grave infortunio alla Tav, assolto il datore di lavoro

Tiziano Soresina
Un cantiere dell'alta velocità a a Reggio Emilia
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Un cantiere dell'alta velocità a a Reggio Emilia

Reggio Emilia, il braccio di un operaio rimase incastrato nel pannello di ferro sollevato da una gru. La difesa: «Simbari aveva certificati internazionali sulla sicurezza in cantiere»

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REGGIO EMILIA. Tempi a dir poco dilatati – cinque anni per arrivare alla sentenza – per un processo delicatissimo, visto che c’è di mezzo un infortunio sul lavoro costato ad un operaio ora 47enne una tremenda frattura con una prognosi definitiva di oltre due anni (885 giorni). L’incidente avvenne in un cantiere reggiano dell’alta velocità il 7 febbraio 2011 e aveva riguardato un operaio della Sito Costruzioni srl (ora fallita). Ma cosa successe nel cantiere?

Come si legge nel capo d’imputazione, il lavoratore “dovendo disarmare l’armatura utilizzata per realizzare una fondazione di cemento armato, con l’utilizzo di un raschietto in ferro iniziava a pulire la superficie di uno dei pannelli in ferro di cui è costituita l’armatura che un collega aveva posizionato in verticale e leggermente inclinato verso l’operatore, usando un’autogrù con due catene in tiro dal mezzo al pannello, quando il gruista, non avvedendosi che l’operaio aveva già iniziato le operazioni di pulizia, non avendo ricevuto alcuna formazione specifica per la conduzione di macchine per il sollevamento e trasporto di carichi, ritenendolo instabile, iniziava ad alzare lentamente il pannello che si inclinava verso l’operaio schiacciandogli il polso sinistro». Fra dolori atroci, l’operaio venne portato al pronto soccorso, dove diagnosticarono la “frattura dei processi stilodei del radio e ulna con lussazione del polso sinistro”.

Al 47enne è ora riconosciuta un’invalidità superiore al 40% e si è costituito parte civile nel processo che ha visto accusato di lesioni gravissime il datore di lavoro, cioè l’imprenditore Antonio Simbari, d’origine calabrese ma residente a Reggio Emilia. Il pm Giulia Stignani – titolare dell’inchiesta – ha puntato il dito sull’imprenditore perché non avrebbe addestrato e formato in modo adeguato i dipendenti, violando le norme per la prevenzione degli infortuni, da qui il grave incidente all’operaio. Solo di recente la discussione. L’accusa ha chiesto una condanna a tre mesi di reclusione per il datore di lavoro.

Di diverso avviso gli avvocati difensori Carmine Migale e Giovanni Tarquini che hanno rimarcato come la Sito Costruzioni fosse una delle poche ditte in Italia a poter vantare certificati di qualità internazionale sulla formazione degli operai e la sicurezza nei cantieri, aggiungendo che il titolare della scuola reggiana 626 (su sicurezza e salute sul lavoro) avesse evidenziato come l’obbligo formativo per chi guida quel tipo di autogrù fosse divenuto obbligatorio nel 2012, mentre l’infortunio sul lavoro è di un anno prima. E sempre la difesa ha sottolineato come il gruista avesse avvisato il collega che il pannello era storto e non ben agganciato, ma ugualmente l’operaio aveva proseguito nel suo lavoro. Il giudice Semprini ha assolto Simbari “perché il fatto non sussiste”. L’avvocato di parte civile Gianni Franzoni – che tutela l’operaio ferito – è lapidario: «Attendo le motivazioni della sentenza per valutare eventuali iniziative giudiziarie».

 

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