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«Via Grisendi è a senso unico Tutti la imboccano contromano»

Ambra Prati
«Via Grisendi è a senso unico Tutti la imboccano contromano»

Secondo gli abitanti «è pericolosa, si rischia il frontale ogni giorno». Boni: «Svegliato da un boato»

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reggio emilia. «Via Grisendi è una strada pericolosa. Nonostante sia a senso unico, tutti svoltano da via Gonzaga nella laterale, rischiando l’incidente frontale». A parlare è una signora di 69 anni, che nella notte tra sabato e domenica è stata svegliata «dal riverbero dei lampeggianti sulla finestra della mia camera da letto. Non sono scesa e solo il giorno dopo ho saputo della tragedia».

Via Grisendi è una stradina di campagna angusta e lunga che da Cadelbosco attraversa l’intera Sesso sfociando vicino alla rotondina di inizio della frazione verso Reggio. Dal lato di Cadelbosco, vicino al grande cartello segnaletico che indica il Comune confinante, la laterale presenta uno spartitraffico e un segnale di divieto di accesso: è a senso unico.

«Eppure tutti i ragazzi, compreso mio figlio, la usano e la imboccano nel senso vietato: prima passano dai campi dietro la nostra abitazione e poi svoltano in via Grisendi, anche perché è l’unico modo per evitare via dei Gonzaga – ha proseguito la 69enne – Anni fa, quando è stato istituito il senso unico, c’è stata una protesta da parte degli agricoltori della zona, costretti ad un lungo giro. Tutti lo sanno, ma tutti continuano ad entrare contromano: si vedono automobilisti che frenano all’improvviso e si insultano, soprattutto al mattino presto quando la gente ha fretta di andare a lavorare verso Mancasale. Si dovrebbe fare qualcosa: questo è un punto particolarmente pericoloso di una via dei Gonzaga dove già gli incidenti sono all’ordine del giorno». Sulla scarsa illuminazione la residente non si pronuncia: «I lampioni sopra allo spartitraffico esistono, ma non sempre sono accesi. E comunque qualche metro prima e qualche metro dopo in effetti c’è buio».

Sulla pericolosità della “scorciatoia” molto utilizzata dagli abitanti di Sesso concorda Gianni Boni, 80enne che abita in via dei Gonzaga 217: proprio davanti al canale di bonifica dove è stato rinvenuto il corpo della giovanissima vittima.

«Sono stato svegliato da un boato: un rumore molto forte, ma non metallico. Quando mi sono affacciato e ho visto tutte quelle forze dell’ordine ho subito pensato ad un incidente stradale e sono sceso. Il ragazzino non si vedeva, mi sono reso conto dopo». Anche Boni conferma l’abitudine radicata a svoltare contromano in via Grisendi. «Anche stamattina (ieri, ndr) un furgone che voleva girare a momenti entrava in collisione con un’auto proveniente dalla parte opposta. È già tanto se gli automobilisti utilizzano la biforcazione corretta, rispetto alle due esistenti». —

Ambra Prati

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