La Lega esce e il centrodestra già si spacca al primo consiglio
Il Carroccio abbandona due volte l’aula in segno di protesta per la mancata elezione di Salati a vicepresidente vicario
Tensioni e scontri tra Pd e opposizioni, e all’interno dello stesso centrodestra, ieri in Sala Tricolore, nella giornata di avvio del secondo mandato di Luca Vecchi. A tenere banco lo scontro e la spaccatura nel centrodestra reggiano, che si è sfaldato a pochi mesi dalle elezioni. Il primo ad accendere le polveri è stato però il pentastellato Cristian Panarari, che ha abbandonato il gruppo M5s, a cui è seguita la querelle innescata dalla nomina del vice presidente vicario del consiglio.
La Lega, dopo aver ingoiato male la bocciatura del proprio candidato Roberto Salati alla carica d vicepresidente del consiglio vicario, ha abbandonato l’aula, in forte polemica non solo con la maggioranza ma anche con Forza Italia, M5s e Alleanza Civica, promettendo con Gianluca Vinci «un’opposizione dura e il ricorso all’ostruzionismo nel proseguo della legislatura».
Spazzata subito via l’emozione palpabile dei tanti neoconsiglieri – che avevano al seguito in molti casi coniugi, figli, genitori e nonni – si è proceduto alla surroga di 6 dei 32 consiglieri eletti, che ha determinato una forte riduzione della presenza femminile in Sala Tricolore.
Ad aprire la seduta, in veste di consigliere anziano, il dem Dario De Lucia, poi sostituto dal presidente Matteo Iori, unica proposta in campo che ha ottenuto anche qualche voto da parte dell’opposizione. Un risultato frutto di un dialogo tra maggioranza e almeno parte della opposizione, che non c’è stata invece per la scelta del vice presidente vicario.
Proprio l’elezione a questa carica (che dal 2009 per consuetudine è lasciata alle opposizioni), ha scatenato la bagarre, con la Lega che ha abbandonato polemicamente i lavori senza far più rientro. Al momento dell’elezione del vice presidente vicario, l’opposizione si è presentata divisa non avendo trovato l’accordo su un unico candidato.
A quel punto Cinzia Rubertelli di Alleanza Civica ha proposto il forzista Claudio Bassi, mentre Vinci per la Lega ha proposto il candidato sindaco del centrodestra Salati (che nel frattempo ha aderito al gruppo del Carroccio). Il capogruppo Pd, Gianluca Cantergiani, non ha però accolto la richiesta della Lega di astenersi, optando per la libertà di voto del proprio gruppo. Il risultato al momento dello scrutinio ha visto Bassi ottenere 16 voti e Salati soltanto i 6 della Lega.
A quel punto Vinci è intervenuto con veemenza per denunciare «il grave atteggiamento tenuto dal Pd, che assieme a M5s e Alleanza Civica ha portato all’elezione di Bassi riproponendo una sorta di patto del Nazareno a Reggio». Poi si è rivolto ai consiglieri della Lega con un perentorio «fuori, andiamo», sbattendo con violenza la porta e abbandonando definitivamente l’aula. Dopo il giuramento del sindaco Vecchi, la presentazione della giunta e l’attribuzione delle deleghe agli assessori, sono proseguite le votazioni per la nomina delle Commissioni previste. Incombenze formali avvenute non senza incertezze ed errori, arrivando in qualche caso alla ripetizione delle votazioni, dovute all’inesperienza di molti consiglieri che in alcuni casi sono dovuti ricorrere all’aiuto dei commessi presenti in aula. Lungaggini che hanno consigliato al sindaco di rinviare ad oggi la presentazione delle linee programmatiche di mandato, che dovranno essere approvate da un consiglio in cui saranno presenti nove gruppi. Quattro quelli di maggioranza: il Pd con capogruppo Gianluca Cantergiani; + Europa con capogruppo Giacomo Benassi; Immagina Reggio, con capogruppo Paolo Burani e Reggio È, con capogruppo Palmina Ferri. Nell’opposizione i gruppi sono quelli di Lega, con il capogruppo che sarà Matteo Melato (ieri assente giustificato) dopo la rinuncia all’incarico di Roberto Salati; Forza Italia con Claudio Bassi, Alleanza Civica con Cinzia Rubertelli, il M5S con capogruppo Gianni Bertucci e il Gruppo Misto costituito da Cristian Panarari. Da oggi i lavori entrano nel vivo con l’illustrazione del programma di mandato e la discussione della prima mozione presentata dal M5s sulle nuove tariffe al parcheggio alla Mediopadana e di quella presentata suo tempo da Rossella Ognibene su via Luxembug, dove però nel frattempo i lavori sono già iniziati. Ieri intanto c’è stata la prima contestazione da parte di tre attivisti M5s, che dalle balconate hanno esposto tre cartelli con la scritta “15+18=33” in relazione alle indagini che coinvolgono i dirigenti del Comune. —
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