Meloni a testa in giù e Forza Nuova by night: benvenuti nella guerra delle sciocchezze
L’assessora Montanari ha cercato visibilità? Se fosse così (o non così) dovrebbe dimettersi. Blitz dei neofascisti a Bibbiano, ma senza firme. Così meritano zero in dignità e zero righe
REGGIO EMILIA. Benvenuti nella guerra delle sciocchezze. C’è chi non rispetta la sua notorietà e l’istituzione che rappresenta, come l’assessore comunale di Reggio Emilia Valeria Montanari, che ha deciso di mettere a testa in giù sui social Giorgia Meloni. E c’è chi approfitta del proprio strategico anonimato notturno come Forza Nuova che ha posizionato nere sagome di bambini davanti al cancello del parco La Manara (sede Pd) di Bibbiano.
I due, così antagonisti e diversi, sono eguali perché confermano la prevalente dialettica politica, sfatta e sciagurata. Valeria Montanari è l’assessore comunale a Città collaborativa, Lavori Pubblici, Cura dei quartieri e trasformazione digitale. Il riconfermato sindaco Luca Vecchi le ha affidato anche le deleghe (un po’ magniloquenti) a Partecipazione, Laboratori cittadini, Centri sociali, Cura della città, Innovazione tecnologica e Attuazione del programma. Il voto è 10 in attribuzioni, zero in comunicazione personale, dunque in condotta.
GIOCHETTO DEL REVERSE. La Montanari nei giorni scorsi ha criticato la presa di posizione della leader di Fratelli d’Italia sulla Sea Watch pubblicando sui social la foto della Meloni capovolta. Cioè con l’ormai ovvia rimembranza e spuntato gesto antifascista elettronico di riferirsi alla fine di Benito Mussolini & C. in piazzale Loreto. Cioè utilizzando un codice linguistico e iconografico che non appartiene allo stile che rappresenta: non è la sua lingua, il giochetto del “reverse” non può essere il suo mondo culturale e politico.
Così la Montanari, pur di seguito spiegandosi e motivandosi, ha utilizzato un sistema ultrapiatto e bruto per dire la “sua”. L’assessora si convinca che nella propria collocazione amministrativa e politica nella giunta della Città del Tricolore non può avere nulla di “suo”. Le opinioni certamente, ma non le modalità, non gli eccessi, non le cadute…
A meno che la Montanari non abbia cercato visibilità, un’occasione maldestra per assurgere alla fama nazionale delle sciocchezze. Se fosse così (o non così) dovrebbe dimettersi. Il sindaco Vecchi dica qualcosa. Oppure le dica qualcosa.
“A NOI!” CHI? E vengo a Forza Nuova che appunto nella notte fra domenica e lunedì ha collocato le sagome di un paio di bambini (il calco è quello dei segnali stradali “attenzione scuola”) sul cancello del parco La Manara, dove hanno sede il Pd, il circolo Arci e l’Anpi. Scopo del cosiddetto Dipartimento di estrema destra “Evita Peron” – leggiamo nell’infinito dispaccio della missione notturna – è stato quello di accusare il Pd, bocciare il sistema degli affidi, indicare nel mondo omosessuale la causa di tutti i mali e la minaccia mortale alla famiglia tradizionale.
Forza Nuova ha operato secondo la sua consuetudine anodina: ha fatto il blitz posizionando le sagome, e poi ha diramato un lungo comunicato alle 11.19 del lunedì. L’orario studiato, giusto, zeppo di opportunità diurne. Cioè poco prima della riunione rituale delle redazioni dei giornali, vagheggiando la possibilità-obbligatorietà che i giornali pubblicassero la loro nota con il corredo fotografico. Non una firma, non un indirizzo, non un’assunzione di virile o femminile (Evita Peron) responsabilità. Cioè, non v’è stato un petto in fuori e un grido “A noi!” (chi?). Non abbiamo pubblicato una riga. Non pubblicheremo una riga. Amiamo il coraggio.
NON È CENSURA. Desidero spiegare a non so chi di Forza Nuova che la nostra non è una forma di censura. Antifascismo sì, ma non censura. Gli atti e i fatti devono essere firmati, civilmente e culturalmente. In secondo luogo la Gazzetta di Reggio non pubblica meccanicamente i comunicati, le foto allegate, così come pervengono per posta ordinaria o elettronica. Il giornale non è un ufficio postale e men che meno una tipografia, non asseconda le azioni mascherate, quelle senza nome.
Cari Lettori, avrete capito che in questi giorni di passione per l’inchiesta degli affidi dei bambini in Val d’Enza si assiste all’accrocco insopportabile delle opinioni con la forma di siluro, delle critiche ignoranti, delle furbate e degli spropositi, delle strumentalizzazioni astute.
Siamo spettatori di una messe di imbecillità e sotterfugi che nell’editoriale domenica avevo segnalato in un titolo a tre righe: “Angeli, Demoni e Spudorati”. Al quale oggi aggiungo “Noti Democratici” e “Anonimi Fascisti”. Non è un bel vedere. Non è un bel vivere.
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