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gualtieri, il processo 

Doppia condanna alla 35enne per la droga e la pistola illegale

T.S.
Doppia condanna alla 35enne per la droga e la pistola illegale

La donna, ai domiciliari, era finita nei guai il 18 maggio per un blitz dei carabinieri Un anno di carcere per lo spaccio di cocaina e hascisc, altri nove mesi per l’arma 

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GUALTIERI. Doppia condanna – ieri mattina in tribunale a Reggio Emilia – per una 35enne finita nei guai il 18 maggio sia per spaccio di stupefacenti (mentre era agli arresti domiciliari...), sia per il possesso di un revolver detenuto illegalmente.

Oltretutto la donna d’origine napoletana, residente a Gualtieri, portava avanti lo spaccio nell’abitazione dove vivono anche i suoi due figli, entrambi minorenni.

Attività illecita che avrebbe “ereditato” dal compagno, finito a sua volta in cella dopo essere stato trovato, nel febbraio di un anno fa, in possesso di oltre mezzo chilo di cocaina. L’arresto era scattato per la donna (di cui non facciamo il nome per tutelare la privacy dei figli minorenni, ora affidati alla zia) perché la perquisizione effettuata dai carabinieri nella casa dove vive aveva confermato che gli arresti domiciliari (dov’era confinata dall’agosto scorso) non erano serviti a fermare la spacciatrice. Era infatti emerso che nell’abitazione si trovava un market della droga: dosi di cocaina e hascisc di diversa pezzatura in pacchetti di caramelle e di sigarette nascosti nel lavello della cucina, in una scarpiera e in una stufa sul balcone. Davanti ad un quadro accusatorio simile l’avvocato difensore Alessandro Carrara ha optato per il patteggiamento (un anno di reclusione e 9mila euro di multa) “concordato” con la Procura e ieri avallato dal giudice Chiara Alberti. Pena che è stata messa in concorso con quella disposta per l’accusa di spaccio relativa all’episodio dell’agosto 2018 e che aveva “significato” gli arresti domiciliari per la donna. Ma nella perquisizione del 18 maggio era stato rinvenuto anche un vecchio revolver calibro 10 “Bodeo” (del 1890) che si trovava in un armadietto sempre nel balcone. Per questa seconda “grana” giudiziaria la 35enne è stata giudicata con rito abbreviato (quindi con sconto di pena di un terzo) subordinato alla testimonianza dell’ex convivente che sempre ieri – in aula – ha spiegato che si tratta di una pistola arrugginita che lui aveva messo in casa a Gualtieri senza dir nulla alla compagna perché considerava quell’arma nemmeno funzionante. Insomma, non aveva dato peso alla vicenda, ma la sua ricostruzione non ha convinto granché il giudice Alberti che ha condannato la 35enne ad ulteriori nove mesi di reclusione. «Per questa sentenza faremo appello», si limita a dire al termine l’avvocato Carrara. Dal 18 maggio l’imputata è in carcere a Modena. —

T.S.

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