Gazzetta di Reggio

Reggio

È morto a 79 anni Lucio Zini, il barista di Montefaraone

Adriano Arati
Lucio Zini, il barista di Montefaraone, morto a 79 anni
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Lucio Zini, il barista di Montefaraone, morto a 79 anni

Carpineti, per quasi 60 anni ha gestito un locale molto frequentato. A dicembre aveva dovuto abbassare le saracinesche per motivi di salute

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CARPINETI. «Lucio, un caffè». Una richiesta che Luciano Zini, per quasi sessant’anni gestore del bar Zini a Montefaraone di Carpineti, lungo la vecchia strada provinciale che porta verso Baiso, si è sentito ripetere migliaia di volte. . Il barista è scomparso ieri mattina all’ospedale di Castelnovo Monti a 79 anni di età. “Lucio” era una figura conosciutissima per abitanti, lavoratori e pendolari di quella zona di montagna, un riferimento costante e sicuro anche per turisti e ciclisti. Chi passava dalla “strada vecchia” fra Carpineti e Baiso aveva la certezza di trovare il bar Zini aperto, con Luciano e la moglie Loretta dietro al bancone, nel grande edificio bianco proprio a fianco della via, in cui era semplice parcheggiare per una sosta più o meno breve. Zini, oltre alla moglie lascia i figli Alberto e Paolo, nipotini Viola e Leonardo, la nuora Daniela, le sorelle Rina e Graziella.

Il funerale si svolgerà domattina. Il corteo funebre partirà dalla camera ardente dell’ospedale Sant’Anna di Castelnovo Monti e arriverà alle 10 alla chiesa parrocchiale di Valestra per la funzione religiosa.Nel mezzo, una tappa proprio a Montefaraone, davanti alla casa in cui Lucio è nato nel 1939 e al locale da lui tenuto aperto per quasi sessant’anni.Gentile, cordiale, sempre pronto allo scherzo e alla battuta coi clienti, Zini ed il suo locale hanno rappresentato per decenni il principale riferimento di Montefaraone, luogo dove fare la spesa, dove fermarsi a fare due chiacchiere con la scusa di un gelato o di un caffè.

Sistemato proprio al confine con Baiso, era un luogo di ritrovo per due paesi. Zini lo aprì poco più che ventenne ad inizio anni Sessanta, rilevando la precedente attività da un parente e trasformandola. Da osteria tradizionale divenne un bar aperto dal mattino a sera, caratterizzato man mano dall’introduzione delle grandi novità tecnologiche del periodo: nel locale arrivarono i primi televisori, le prime radio e il primo juke-box della zona, oltre alla rivendita dei tabacchi.

Un’attività diventata con il tempo ragione di vita per Zini e per Loretta. Solo nel dicembre 2018 hanno tirato definitivamente giù la serranda del bar, e lo hanno fatto a malincuore, costretti ad arrendersi a problemi di salute sempre più pressanti.Sino a quel momento avevano continuato a lavorare, nonostante avessero ampiamente raggiunto l’età della pensione, rinunciando al riposo per continuare con quel cammino iniziato giovanissimi, segnato dal passaggio di migliaia di visi, di richieste, di discussioni sino a tarda notte. —

 

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