Informazioni e trasparenza le chiedono mamme e papà
Genitori sconvolti affidano giudizi e commenti ai social C’è di dice che comportamenti strani sono iniziati anni fa e chi invece invoca la calma
scandiano. Da quarantotto ore, in paese, non si parla d’altro se non dell’inchiesta per maltrattamenti ai bambini che ha coinvolto tre insegnati della scuola dell’infanzia della Rocca. E commenti e giudizi affollano anche le pagine dei social, in particolare “Sei di Scandiano se”,dove mamme e papà raccontano le esperienze vissute o raccolte da conoscenti. Secondo alcuni, per esempio, il fatto che alcune maestre della materna statale tenessero comportamenti non consoni con i bambini era un fatto risaputo già da molti mesi. E almeno una decina di famiglie – secono altri – si sarebbero lamentate e addirittura avrebbero cambiato scuola. In molti si chiedono da quanto tempo andasse avanti la cosa. Secondo una mamma i “comportamenti strani” sarebbero iniziati addirittura molti anni fa, «ma a quel tempo – scrive – nessuno si sarebbe sognato di mettere telecamere» o fare intercettazioni ambientali, come invece è accaduto questa volta. Un altro aspetto dell’indagine che le famiglie chiedono sia chiarito riguarda «chi sapeva e non ha fatto nulla». «Non credo alla colpa del solo colpevole – scrive una donna –. Credo alla colpa delle persone silenziose. Di chi vede e non parla. Per fortuna – conclude – abbiamo ancora tante maestre ed educatrici brave che prendono il loro lavoro con passione e pazienza». C’è anche chi, però, invoca la calma e, soprattutto, chiede di evitare “giudizi sommari” e «condanne prima del processo». Per tutti, la questione più importante è fare chiarezza ed avere informazioni corrette e trasparenti. —
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