Gazzetta di Reggio

Reggio

ieri pomeriggio in via fratelli rosselli 

Armato di coltello rapina l’edicolante

Linda Pigozzi
Armato di coltello rapina l’edicolante

Il titolare Raimondo Iorio: «Mia figlia s’è vista puntare l’arma e ha dovuto consegnare l’incasso di mille euro»

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S’è calato una calza sul volto, ha impugnato un coltello ed è entrato attraverso la porta laterale nell’edicola “Melissa” di via Fratelli Rosselli, in città.

Erano le 17.50 di ieri pomeriggio quando il rapinatore ha minacciato Marina Iorio, poco più che trentenne figlia del titolare dell’edicola, puntandole il coltello al volto e s’è fatto consegnare l’incasso e il braccialetto che la ragazza indossava.

Pochi, pochissimi istanti, nei quali e l’uomo ha preso il contante le monete, in tutto un migliaio di euro, s’è messo in tasca il bracciale d’argento ed è scappato.

La zona è particolarmente trafficata e la scena non è sfuggita ad alcuni passanti che si sono lanciati all’inseguimento del rapinatore, alto e atletico, che correndo ha imboccato via Fenulli, riuscendo a far perdere le tracce.

La ragazza, sconvolta, ha telefonato al padre Raimondo che s’era allontanato mezz’ora prima per andare in centro a svolgere alcune commissioni.

È scattato così l’allarme e in una manciata di minuti in via Fratelli Rosselli è arrivata una volante della polizia.

Al volo gli agenti hanno raccolto la descrizione del rapinatore – un uomo alto circa 1.85, magrissimo e dall’accento italiano – e setacciato il quartiere e le zone vicine, senza però riuscire a rintracciarlo.

«Nei vent’anni in cui gestisco l’edicola abbiamo subìto tanti furti e ci era accaduto anche prima, quando gestivo un distributore, ma mai una rapina. Mia figlia è sconvolta per quanto le è successo», spiega Raimondo Iorio, originario di Milano ma da una vita residente a Reggio.

Mentre il titolare parla, la ragazza è nel retro dell’edicola con la madre arrivata anche lei in fretta a consolare la figlia.

«Non succede mai che abbiamo così tanto contante in cassa – prosegue Iorio – Oggi (ieri, ndr) probabilmente c’erano delle scadenze perché alcuni clienti hanno pagato bollettini Enel».

«Guardi... – dice, sfogliando il blocchetto delle ricevute – ci sono bollettini da 130- 160 euro. Avevamo fatto anche alcune ricariche telefoniche. Quell’uomo non ha però voluto soltanto il contante, ha arraffato anche tutte le monete che avevamo, perfino quelle da 1 o 2 centesimi. Era sicuramente un disperato. E in più si è fatto consegnare anche il bracciale Pandora, che per mia figlia aveva un valore affettivo. Non si può stare tranquilli qui: la pizzeria e altri negozi nelle vicinanze hanno subìto furti. Noi ne abbiamo avuti tanti nel corso degli anni e adesso anche una rapina...». —





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