«C’è un branco di cinghiali molto pericoloso per le auto»
Un gruppo di 14 esemplari avvistato nelle campagne tra il Ghiardo e Cavriago I consigli di Lorenzo Ferrari della polizia provinciale
BIBBIANO. Quattordici cinghiali a spasso per le campagne: ultimo avvistamento del branco, vicino al Ghiardo. Forse il cambiamento climatico, o il fattore demografico, ma negli ultimi anni in pianura si sta registrando un forte aumento della presenza degli animali selvatici. Lupi, caprioli e persino un pitone albino sono gli ultimi casi registrati dalla cronaca, ma in questi giorni a far parlare è il branco dei 14 cinghiali che, da più di un mese, pare abbiano scelto la pianura, anziché il consueto habitat naturale di questi animali selvatici.
Avvistamenti sono avvenuti a San Bartolomeo, nelle campagne di Cavriago e del Ghiardo. L’ultimo a vederli è stato un contadino nei terreni vicino alla fattoria Scalabrini. La presenza di questi animali selvatici, che evidentemente si avventurano vicino ai centri abitati in cerca di cibo, potrebbe costituire un pericolo, per esempio per la sicurezza stradale. Questo il parere del comandante della polizia provinciale di Reggio Emilia, Lorenzo Ferrari: «La presenza di branchi di cinghiale al di fuori dell’area collinare-montana (tipico della specie) fa parte del noto fenomeno di espansione verificatosi negli ultimi anni per una serie di fattori, il principale dei quali è, probabilmente, quello che i branchi godono di una relativa maggior sicurezza in aree a maggiore antropizzazione, dove l’attività venatoria è più circoscritta, e dove si adattano alle seppur limitate occasioni di rifugi offerte in questi territori, da pochi boschi rivieraschi e nel periodo vegetativo, da alcune colture rigogliose come mais o vigna. I cinghiali, inoltre, essendo molto mobili e intelligenti, imparano velocemente a stabilirsi nelle aree a divieto di caccia o dove non vengono comunque disturbati. La loro presenza in aree di pianura viene notata dai cittadini con maggiore facilità che nei territori boscosi, provocando qualche allarmismo sia per il numero dei componenti dei branchi sia per le dimensioni degli esemplari. Bisogna subito dire che il rischio di aggressioni a persone è quasi nullo (ci sono solo rari casi). Più frequenti sono i danni alle colture, per non parlare dell’elevato rischio di collisioni stradali. La Provincia (con la collaborazione degli organismi di gestione venatori Atc, Ambiti territoriali di caccia), è spesso impegnata in interventi di contrasto verso queste presenze. Inoltre, il cinghiale risulta anche specie normalmente cacciabile, e la Regione Emilia Romagna ha di recente ampliato notevolmente il periodo di caccia. Ne approfitto per ricordare a tutti i cittadini che, quando vedono i cartelli stradali di pericolo per animali selvatici vaganti, devono usare precauzioni nella guida, in particolare negli orari in cui si spostano maggiormente gli animali (dopo il tramonto e prima dell’alba) moderando la velocità nei tratti a visibilità limitata e utilizzando con frequenza le luci di profondità abbaglianti». —
Da.Al.
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