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Il dehor di “Spiriti allegri” vietato ai clienti giorno e sera

Cristina Orsini
Il dehor di “Spiriti allegri” vietato ai clienti giorno e sera

Effetto dell’ordinanza emessa dal tribunale civile di Reggio Emilia nei giorni scorsi La sindaca Ilenia Malavasi: «Sono dispiaciutissima». La rivolta degli avventori

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correggio. La musica è stata vietata l’estate scorsa. In questa, la mannaia è caduta su chiacchiere, scherzi, risate: proibito far rumore di giorno come di sera.

Con un’ordinanza di pochi giorni fa, il tribunale civile di Reggio Emilia ha vietato ai sei giovani che gestiscono e lavorano nel bar “Spiriti allegri” di piazza San Quirino – il locale a un passo dalla chiesa riaperta di recente, il più frequentato del centro storico, soprattutto dai teenagers e soprattutto d’estate – di accogliere gli avventori nel dehor, l’area esterna al locale, attrezzata con pedana, tavolini e ombrelloni. L’inibizione è valida durante tutto l’orario di apertura del locale, dal mattino fino alle 22, quando “Spiriti allegri” ha l’obbligo di abbassare la serranda.

La misura, fortemente penalizzante, secondo i gestori riuniti nella società Pilgrim, è l’ultimo atto di un contenzioso senza esclusione di colpi che alcuni cittadini residenti nello stesso palazzo in cui ha sede il bar ha iniziato praticamente da quando “Spiriti allegri” è stato inaugurato. Un paio di anni, dunque, scanditi da segnalazioni in Comune, richieste di controlli e interventi, fino ad arrivare a una perizia di Arpae – allegata agli atti processuali – secondo la quale «non esiste mezzo tecnico per ricondurre il contributo di rumorosità, provocato dalle persone che stazionano all’esterno del locale, entro la soglia della normale tollerabilità». E quindi stop al dehor.

Una crociata contro musica, rumori, allegria, serate estive per strada e cocktail, nata tra privati, nella quale il vincitore, per il momento, è chi tiene alto il vessillo del silenzio a ogni costo per tutelare la propria salute. Perché non solo i soci di Pilgrim non potranno aprire la distesa estiva, ma dovranno fare in modo che questa sia inaccessibile anche quando il locale è chiuso – tutto da vedere come ci riusciranno – e, sempre per ordine del tribunale, ogni sera dovranno raccogliere i posacenere davanti all’ingresso per riporli all’interno, così da evitare che diventino stimolo, per i fumatori accaniti, a sostare indebitamente nella spinata chiusa e magari parlottare tra loro.

Non ha convito, nemmeno, ciò che i soci di Pilgrim hanno fatto presente al tribunale, e cioè che gestendo anche il chiosco del Comune al Parco Enzo Biagi, che apre alle 18, il locale in centro storico avrebbe chiuso presto ogni sera. Secondo i giudici, «la parziale prosecuzione dell’attività in uno spazio diverso da piazza San Quirino non garantisce il mancato utilizzo del dehor». Punto e basta.

Una decisione, quella di proibire i brindisi in piazza, che ai giovani di Correggio è piaciuta proprio poco. E siccome “il paese è piccola e la gente mormora”, c’è chi su Facebook propone di boicottare gli acquisti nel negozio di proprietà di uno dei più accaniti castigatori delle serate al bar di piazza San Quirino, «così almeno capisce cosa si prova a non avere più clienti». Perplessa anche la sindaca Ilenia Malavasi, che per aiutare l’attività dei sei giovani ha fatto molto, ma ha dovuto arrendersi di fronte all’ordinanza: «Sono dispiaciutissima perché questo tipo di iniziative sono quelle giuste per rivitalizzare il centro, riempiendolo di giovani. Vedremo di aumentare le iniziative dei venerdì della Movida, organizzati anche da Pilgrim». Non è detto, però, che i crociati del silenzio si fermino davanti al cartellone estivo del Comune. —

Cristina Orsini

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