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Scandiano, l’indagine per maltrattamenti alla statale spallanzani 

Il gip: «I bimbi tenuti a bada ad ogni costo»

Il gip: «I bimbi tenuti a bada ad ogni costo»

Nel mirino dell’ordinanza l’attività educativa e il pericolo per altri minori nelle attività estive o alla ripresa della scuola

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SCANDIANO. Sono fissati per lunedì mattina gli interrogatori di garanzia che porteranno davanti al gip Luca Ramponi le due maestre – in forza alla scuola materna statale Spallanzani di Scandiano – accusate di maltrattamenti aggravati ai danni di minori.

Si tratta di una reggiana 56enne (difesa dall’avvocato Noris Bucchi) e di una 54enne d’origine pugliese (è tutelata dai legali Mauro Grisendi e Cristiana Barbieri).

Per entrambe il magistrato che ha firmato l’ordinanza – cioè il gip Giovanni Ghini – ha emesso un provvedimento cautelare di divieto di dimora nella provincia di Reggio Emilia e di divieto d’accesso a ogni scuola materna e d’infanzia. C’è una terza insegnante (accusata di maltrattamenti, ma non raggiunta da misure restrittive) finita nell’inchiesta del pm Valentina Salvi che coordina le indagini dei carabinieri. Nell’ordinanza il gip Ghini spiega che i «maltrattamenti hanno una naturale proiezione nel tempo, tanto più qui, dove esprimono una scelta per così dire di principio, i bambini più o meno irrequieti vanno tenuti a bada costi quel che costi». Poi il gip allarga il concetto dei metodi educativi sopra le righe per motivare le misure restrittive applicate: «Niente di più facile, allora, che, se non gli stessi, altri bambini vengano presi mira. Il pericolo non è solo concreto, ma attuale: anche se l’anno scolastico è finito, la ripresa non tarderà a venire, e non è escluso nemmeno che le due insegnanti possano essere impiegate in attività estive». Spinte, maltrattamenti fisici e verbali, umiliazioni, frasi razziste e colpi che portano ripetutamente piccolissimi alunni a piangere e a urinarsi addosso (e per quella pipì sarebbe scattata la punizione per un bimbo di una decina di minuti, da solo, in bagno, con l’obiettivo – secondo l’insegnante – di farlo sentire a disagio). Sono pesantissime le accuse mosse dai carabinieri di Scandiano verso le tre insegnanti. Il lavoro dei militari ha portato alla raccolta di parecchio materiale, fra cui appunto registrazioni video e relativi audio catturati durante le normali attività didattiche portate avanti dalle tre donne nelle aule della scuola. In molti casi i bimbi venivano sollevati da terra tirandoli con forza per un braccio, e in un caso il piccolo sarebbe stato poi sbattuto con violenza a terra, provocandone le lacrime. Vi sarebbero poi frasi offensive, spesso condite da colorazioni razziste («Bambino color cioccolatino»), e altre minacciose, oltre ad umiliazioni. Una mamma si sarebbe rivolta al dirigente scolastico, allarmata dal racconto del figlio («Mamma, la maestra ha dato un calcio nel sedere a mia sorella») e le sue parole erano state poi girate agli inquirenti.

Lunedì due delle tre insegnanti indagate hanno la possibilità – in tribunale a Reggio Emilia – di fornire la loro versione dei fatti.

Per la 54enne parlano i due codifensori: «Siamo in fase di esame della corposa documentazione e abbiamo incontrato la nostra assistita che è certa di avere sempre rispettato i normali metodi educativi». —

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