«L’avanzo 2018 del Comune è stato enorme: 2,7 milioni»
Il capogruppo dell’opposizione sulla questione dei tagli post-fusione: «Occorre investire quella cifra-monstre per aumentare i servizi»
Ventasso. Ha fatto molto discutere, nei giorni scorsi, la notizia che ai Comuni che hanno scelto di effettuare fusioni negli ultimi anni arriveranno meno fondi del previsto, e nello specifico è eclatante l’esempio di Ventasso, per il quale ci saranno 400 mila euro in meno all’anno.
Sul tema interviene il capogruppo di minoranza Paolo Bargiacchi, che pone l'attenzione sulla «scarsa capacità di pianificazione» dell’amministrazione guidata da Antonio Manari, sottolineando il forte avanzo di bilancio degli ultimi anni.
«L’adesione alle ipotesi di fusione tra i Comuni è stata, in larga misura, incentivata dai cosiddetti “contributi premiali”: una maggiorazione del 60% dei trasferimenti erariali in precedenza erogati dallo Stato ai Comuni divisi, nell’ambito di un budget che si è assottigliato non nel suo ammontare globale ma nella quota riservata alle più numerose fusioni degli ultimi anni», spiega Bargiacchi.
«Ma, realizzata la fusione, spesso a costo di sofferte rinunce alla propria identità municipale e non senza la perplessità di molti cittadini, ecco che sopraggiunge la scure di un taglio lineare, non addebitabile al governo, che ha confermato i suoi stanziamenti, ma alla più ampia platea dei Comuni fusi aventi diritto. A fronte di ciò anche il nostro Comune ha fatto sentire la sua voce, aderendo alle iniziative promosse in tutta Italia, per ovviare alla riduzione delle risorse attese nel quadro della situazione maturata negli ultimi anni. Giusta la lamentela e giusta la protesta dei vari Comuni che vedono assottigliarsi i benefici prospettati a supporto della stessa scelta fusionistica. Meno giusta e meno condivisibile è, però, la protesta e la lagnanza del nostro Comune che, se pure, allo stato, perde circa 400 mila euro da destinare al miglioramento della qualità dei servizi o a nuovi investimenti, registra, nei primi tre anni di esercizio come fusione, un avanzo di amministrazione ben superiore a 2 milioni euro, fino a raggiungere la cifra-monstre di 2 milioni e 713 mila euro nel 2018, di cui 1 milione e 134 mila disponibili». «La somma, così rilevante per le dimensioni del Comune – prosegue – denuncia una scarsa e comunque insufficiente capacità di programmazione e di spesa».
«Gli avanzi di oltre due milioni di euro l’anno negli ultimi tre anni – ragiona Bargiacchi – non solo rappresentano cifre degne di attenzione per utilità, investimenti e servizi non goduti dai cittadini del nostro Comune, ma potrebbero essere produttivi di danno, non potendosi escludere che qualcuno degli enti sovraordinati, proponga di spostare le risorse non impiegate verso altre e più efficienti fonti di programmazione degli interventi pubblici e della spesa».
«È il caso di ricordare – fa presente il capogruppo dell’opposizione – che, quanto a voci di spesa di questo Comune, non possiamo vantare una situazione particolarmente virtuosa: basti pensare al sovrabbondante numero di dipendenti comunali e alla rilevante entità di risorse (oltre 150 mila euro l’anno) per incarichi esterni, per consulenze, per progettazioni, numero e importi ampiamente superiori a quelli medi per i Comuni di analoghe dimensioni». «Prima che sia troppo tardi – conclude – ci sembra proprio il caso di ricordare che, oltre a versare lacrime scontate e presumibilmente improduttive di risultati, il nostro Comune dovrebbe tirarsi su le maniche ed avviare una nuova stagione di attività, di iniziative, di sviluppo dell’economia e dei servizi, che consenta alla nostra cittadinanza di usufruire di quei benefici che ci spettano». —
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