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servizi sociali nella bufera 

La Provincia apre ai sindacati «Ogni iniziativa per salvaguardare il sistema del welfare è utile»

Roberto Fontanili
La Provincia apre ai sindacati «Ogni iniziativa per salvaguardare il sistema del welfare è utile»

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Un’apertura al confronto e la disponibilità a collaborare con i sindacati per evitare che venga pregiudicata o addirittura interrotta l’attività dei servizi Sociali della Val d’Enza arriva dal presidente della Provincia, Giorgio Zanni, per il quale «la priorità è garantire i servizi a cittadini e famiglie fragili e al tempo stesso far sì che siano tutelate le professionalità e il lavoro degli operatori estrani all’inchiesta giudiziaria in corso».

Zanni, che oggi in qualità di presidente della Provincia presiederà l’assemblea del Ctss (Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria) chiamata ad eleggere il nuovo presidente, risponde alle sollecitazioni arrivate delle sigle sindacali reggiane preoccupate del futuro dei servizi e con le quali si è già confrontato nei giorni scorsi.

Giorgio Zanni riafferma di «condividere la volontà di collaborare da subito insieme, mettendo in campo ogni iniziativa istituzionale e amministrativa utile ad accompagnare i servizi sociali della Val d’Enza in questo delicato momento di transizione«. Il presidente della Provincia si è anche impegnato (e lo farà questa mattina) a «porre immediatamente la questione di garantire i servizi a cittadini e famiglie all’attenzione della Assemblea del Ctss», affinché «l’intero sistema istituzionale possa legittimamente farsene carico e disporre tutte le azioni utili».

«Questo percorso – aggiunge – avverrà in parallelo al giusto e doveroso percorso giudiziario, teso ad accertare e perseguire ogni possibile deriva, che nel caso dovrà fermamente perseguita e unita. Ciò a tutela di tutti: bambini, famiglie, cittadini, operatori e servizi non coinvolti».

Per il presidente Zanni «compete al sistema istituzionale che rappresenta i cittadini, sia pure con scelte forti di discontinuità dal passato, garantire in ogni momento e anche in casi limite come quello della Val d’Enza, la presenza delle Istituzioni ed assicurare la continuità dei servizi ai soggetti più deboli, le cui necessità non cessano nemmeno a fronte di problemi come questi». —



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