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Lentigione a Sorbolo, il Comune denuncia «La società sportiva è morosa dal 2003»

Andrea Vaccari
Lentigione a Sorbolo, il Comune denuncia «La società sportiva è morosa dal 2003»

I numeri snocciolati dalla sindaca Benassi in un’assemblea pubblica: «Insolvenze per 140mila euro tra bollette e affitto»

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La battaglia tra Comune e Lentigione proseguirà per vie legali. Il trasferimento della squadra di serie D nella vicina Sorbolo porta, infatti, a galla una serie di pendenze che la società deve ancora saldare e che l’amministrazione comunale intende riavere: circa 100 mila euro di utenze e circa 40 mila euro per l’affitto dello stadio “Volante Levantini”. È il dato principale emerso dall’assemblea pubblica svoltasi martedì sera al centro sociale di Lentigione, dove la sindaca Elena Benassi – alla presenza della giunta e del gruppo di maggioranza – ha voluto rendere noto il punto di vista dell’ente sulla vicenda che ha portato con sé un notevole strascico di polemiche. La prima cittadina ha snocciolato i numeri salienti che hanno caratterizzato il rapporto tra amministrazione comunale e Lentigione in questi anni, con l’ausilio di atti e delibere.

LA STORIA

«Siamo qui per onore della verità – ha affermato – e con la massima trasparenza per evitare strumentalizzazioni e fantasie. Vogliamo partire dai dati e dai fatti e pensare al futuro del nostro Levantini». La sindaca ha poi ripercorso la storia dell’impianto lentigionese, costruito trent’anni fa, che è stato realizzato grazie al fondamentale apporto dei volontari della frazione, «al cui fianco il Comune è sempre però stato presente».

L’ente comunale, nel corso degli anni – oltre ad aver concesso un’area di circa 38 mila metri quadrati – ha erogato a sostegno del Lentigione 300.509 euro, sia a fondo perduto che per interventi di manutenzione straordinaria.

LA CONVENZIONE

Per capire il cuore della vicenda è necessario un passo indietro di qualche anno. Comune e Lentigione avevano stipulato nel 2003 una convenzione per la gestione del “Levantini”, di durata decennale. Gli accordi prevedevano che la società, oggi presieduta da Alfredo Amadei, si facesse carico delle utenze.

«La società – ha spiegato la Benassi – non ha pagato le bollette dal 2003 al 2017. Il Comune è a credito di oltre 100 mila euro». Dopo lo scioglimento del Comune, la convenzione non era stata rinnovata fino al 2017 e, in quel frangente, i commissari del Comune introdussero alcuni vincoli. Uno di questi stabiliva che, in assenza di attività sociali (dunque riferite, ad esempio, a donne, bambini o disabili) per l’utilizzo del campo fosse necessario il pagamento di un affitto. Per quantificarlo, i commissari incaricarono un tecnico e venne stabilito un canone annuale di 23.400 euro. Poi, con l’insediamento della nuova amministrazione comunale, sono ripresi i confronti tra le parti con l’obiettivo di ridurre la quota dell’affitto, o addirittura eliminarla: ciò sarebbe stato possibile dietro presentazione di un progetto con finalità sociali da parte del Lentigione.

«Questo progetto però – ha aggiunto la Benassi – non è mai arrivato. E le pendenze rimangono, nonostante la società abbia investito sul mercato 500 mila euro».

MALUMORI

Nel corso della serata non sono mancate frecciate al sindaco di Sorbolo, Nicola Cesari, sulle quali il vicesindaco Storchi si è espresso dicendo che «a parti invertite, probabilmente avremmo detto no a una società di un altro paese», così come la sindaca si era detta pronta a concedere il nulla osta all’utilizzo del campo per un anno.

«Non c’è assolutamente intenzione di abbandonare il Levantini al proprio destino – ha concluso la Benassi – e siamo pronti ad ascoltare le proposte delle associazioni del territorio interessate. Non vogliamo che l’immenso lavoro dei volontari vada perduto». —



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