Gazzetta di Reggio

Reggio

LA PROMESSA DEL BARISTA 

«Non ci arrendiamo Troveremo soluzioni per poter lavorare»

Giacomo Bigliardi

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correggio. Hanno l’aria desolata, i ragazzi degli “Spiriti Allegri”. Come racconta il proprietario, Mattia Nasciuti (nella foto), la sensazione di chi ci lavora è proprio quella di sentirsi «in galera». La distesa esterna, chiusa da una corda, dà proprio l’idea di essere stata imprigionata. Sono ben quaranta i coperti che d’ora in poi saranno inaccessibili, circa la metà del numero totale a disposizione del locale.

«Siamo sinceramente molto amareggiati per questa cosa – racconta Nasciuti –. È evidente a tutti il lavoro che stiamo svolgendo, e la serietà con cui lo stiamo facendo. Purtroppo, è da più di un anno a questa parte che ci succedono questo tipo di cose. Quando siamo partiti, eravamo in dodici. Inizialmente abbiamo dovuto iniziare a chiudere alle 22 tutti i giorni, e così siamo rimasti solo in sei. L’anno scorso siamo riusciti a tamponare un po’ con il chiosco estivo, che ha avuto un ottimo riscontro da parte della clientela».

Per ovviare agli orari più ristretti, infatti, per l’estate dell’anno scorso, e anche di quest’anno, l’attività si sposta ogni giorno al chiosco nel parco Enzo Biagi, dalle 18 in poi.

«Tuttavia, la vera sberla ci arriva adesso e va a colpire l’attività diurna. Durante il periodo estivo la gente ha il piacere di accomodarsi all’aperto, cosa che ora non è più possibile. Di questo passo, le entrate caleranno, e per noi potrebbe risultare un problema. La speranza è quella di riuscire a mantenere i ragazzi che lavorano qui».

In questa vicenda, il locale ha trovato il sostegno di molte persone, che hanno scatenato una vera e propria protesta sui social.

«Siamo fortunati ad avere il supporto di tutta la clientela e di gran parte della cittadinanza – afferma Mattia Nasciuti –. Per il centro di Correggio è importante vedere un’attività composta da giovani che hanno voglia di mettersi in gioco. È un po’ come tagliare le gambe a qualcuno che abbia voglia di fare qualcosa per il suo paese. Ma noi vogliamo assolutamente continuare a portare tutto questo a Correggio. Quello che conta – prosegue Nasciuti – è che la gente possa stare bene qui da noi: fino ad ora ci siamo sempre riusciti perché siamo stati un punto di aggregazione e di allegria che, secondo me, mancava».

E adesso? «Ora ci servirà del tempo per analizzare la vicenda e capire come poterla risolvere senza che emergano altre problematiche. Se vogliamo tenere vivo il centro, dobbiamo avere la possibilità di lavorare serenamente, e speriamo di riuscire a farlo. Una cosa è certa: non vogliamo assolutamente arrenderci in questo momento». —

Giacomo Bigliardi

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