Sfilano dall’impianto elettrico cavi di rame per 30.000 euro
Nel mirino dei ladri, poi inseguiti dai carabinieri, la ditta Gamma Meccanica Bloccato un furgone e arrestato un 38enne. Fuggiti in macchina i tre complici
BIBBIANO. Un’autentica razzia con il rame – metallo molto richiesto e sempre ben piazzabile al mercato nero – come obiettivo dei ladri.
Nel mirino dei malviventi la ditta “Gamma meccanica” che progetta e realizza linee per la produzione di materiali isolanti e per la rigenerazione della plastica. Ad agire sarebbero stati in quattro, con movimenti sospetti che i carabinieri di Guastalla avrebbero intercettato già in territorio lombardo. Monitorati un furgone (un Fiat Ducato) e un’auto che ad un certo punto – nella notte fra martedì e ieri – si sono diretti verso l’azienda di Bibbiano. E nella ditta, come autentici predoni, hanno tranciato e sfilato dalle canaline il rame. Devastata parte dell’impianto elettrico, perché i ladri si sono impossessati di sette cavi di rame (lunghi, ciascuno, un metro e venti centimetri). Un furto da oltre 30mila euro.
Il rame veniva collocato sul furgone che ripartiva “scortato” dalla macchina. Pensavano di averla fatta franca, invece erano già inseguiti dai carabinieri che vedono il passaggio di due persone dal furgone all’auto, da qui la percezione che ad agire siano stati in quattro. Un inseguimento che si è concluso con il blocco del furgone, mentre l’auto riusciva a svignarsela. Ed è proprio nel furgone che i carabinieri trovano il rame. Alla guida c’è il rumeno 38enne Adrian Victor Iosub (risulta domiciliato a Bresso, nel Milanese) che viene arrestato. Poche ore dopo, cioè ieri mattina, il 38enne affronta l’udienza di convalida dell’arresto davanti al giudice Silvia Guareschi. Si avvale della facoltà di non rispondere ed i suoi difensori (i legali veronesi Sara Barbesi ed Enrico Avolio, in sostituzione del collega Emanuele Luppi) si oppongono alla convalida dell’arresto, rimarcando che «Iosub non è stato visto commettere il furto, trasportava solo la refurtiva». Battaglia legale anche sulla misura cautelare: il pm Giacomo Forte ha chiesto il carcere per il rumeno, mentre la difesa ha proposto gli arresti domiciliari nell’abitazione della compagna a Bresso. Il giudice Guareschi – dopo una non breve camera di consiglio – ha convalidato l’arresto, applicando i domiciliari per il 38enne. Se ne riparlerà in aula il 4 settembre. Nel frattempo proseguiranno le indagini dei carabinieri per individuare i complici. —
T.S.
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