Caso affidi, il Comune è pronto a costituirsi parte civile
Voto unanime dopo un duro scontro sulla proposta di sospendere il pagamento dei servizi sociali. Per la prima volta in dieci anni il sindaco sospende l’assemblea
MONTECCHIO. Il Comune di Montecchio si costituirà parte civile, quando partirà un eventuale processo a seguito dell’inchiesta “Angeli e Demoni”, e sarà certificato il danno arrecato alla comunità. La decisione è stata presa, non senza duri scontri di vedute tra maggioranze e opposizione, durante il secondo consiglio comunale di Montecchio dell’era Torelli, al quale ha partecipato una folta cittadinanza.
un duro confronto
Protagonisti dei momenti più caldi – culminati con una sospensione di poco meno di dieci minuti chiesta dal sindaco Fausto Torelli per valutare gli emendamenti presentati dal centrodestra – i rappresentanti dell’opposizione, il capogruppo di “Viviamo Montecchio” Gabriele Delmonte, e Elena Montanari, che hanno rintuzzato più volte il capogruppo di “Montecchio Futura”, Paolo Ferretti, e l’assessore al bilancio, Stefano Ferri.
la segretaria emigra
Scontri cessati con la richiesta di sospensione, la prima degli ultimi dieci anni. A seguire la definitiva votazione che si è svolta sotto l’occhio vigile della segretaria comunale, Anna Messina: per lei è stato l’ultimo consiglio comunale a Montecchio, dal momento che passerà al servizio del Comune di Parma. Durante la discussione il pubblico presente è stato protagonista di un tifo da stadio che a più riprese ha sostenuto platealmente Delmonte e Montanari. «Esprimo solidarietà ai bambini e alle famiglie, oltre alle forze dell’ordine che si sono mosse con discrezione e tempestività – ha detto Delmonte –. Chiedo a questo consiglio di costituirsi parte civile e di sospendere immediatamente il pagamento della quota destinata all’Unione per i servizi sociali».
Bruno Aleotti, assessore a politiche sociali, associazionismo e sanità, dopo un chiaro segnale di vicinanza a famiglie e bambini coinvolti, ha sottolineato quanto generalizzare sui servizi sociali, possa essere pericoloso per il sistema di sostegno che essi offrono alla comunità.
le conseguenze
E ha concluso: «Montecchio ha una famiglia coinvolta in questa vicenda all’interno della quale c’è un minore che però non le è mai stato tolto. La madre mi ha chiamato in lacrime: questo minore non ha più il coraggio di uscire di casa perché deriso da chi conosce la sua vicenda. Chiedo anche di stare attenti nel dare giudizi, spostando il tema verso la politica e non osservando cosa c’è dietro ad affido e servizi sociali». Aleotti ha poi fatto presente come sia ipotizzabile l’accusa di interruzione di pubblico servizio, se si smettesse di versare la quota all’Unione.
la politica colpevole
«La politica di una certa parte è colpevole – è intervenuta la Montanari – perché bastava guardare i conti. Bastava guardare i trasferimenti di rimborsi alle famiglie affidatarie che lievitavano. Carletti non poteva non sapere che bambini in difficoltà andavano a famiglie omosex, assumendomi la responsabilità di quanto dico, quindi in situazioni anomale».
«Generalizzare sui servizi non aiuta a colpire i colpevoli. Sospendere il versamento della quota parte, significherebbe interrompere immediatamente il servizio che sostiene decine di famiglie», ha rimarcato Paolo Ferretti, firmatario di un altro ordine del giorno con il quale chiede a sua volta una commissione consigliare e sollecita le istituzioni a fare chiarezza.
«Dobbiamo tutelare le parti più fragili della società – è intervenuto infine il sindaco Torelli – non buttare il bambino e l’acqua sporca. I servizi sociali sono la garanzia per una comunità di essere tutelati dalle istituzioni». Alla fine l’ordine del giorno di “Viviamo Montecchio” non passa l’esame del voto.
Segue un nuovo duro botta e risposta, ma questa volta tra Ferri e Delmonte. «Le costituzione di parte civile non sono gratis, e per un bilancio come quello di Montecchio, si dovrebbe fare una valutazione costi-benefici – è la precisazione di Ferri che scatena le ire di Delmonte –. Si potrebbe altrimenti configurare danno erariale». Utile a fare chiarezza l’intervento del vicesindaco, l’avvocato Roberta Dieci. «Costituirsi parte civile ora è prematuro – ha detto –. Occorrerà attendere la fine delle indagini per leggere gli atti e capire chi sono i colpevoli. Il pubblico ministero ha 18 mesi di tempo massimo per chiudere. Da lì si potrà anche quantificare il danno economico e quindi l’opportunità di farlo».
la sintesi
La sintesi arriva con il voto finale dopo la sospensione chiesta dal sindaco per prendere in esame i vari emendamenti proposti. Alla fine il consiglio comunale si compatta e approva all’unanimità l’intenzione di costituirsi parte civile nei processi futuri. I cittadini, a quel punto, applaudono perché Montecchio non starà a guardare, ma lancerà un segnale chiaro a chi deve giudicare.—
Alessandro Zelioli
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