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Cispadana nel 2020: i comitati del “No” si mettono di traverso

M.P.
Cispadana nel 2020: i comitati del “No” si mettono di traverso

Tagliavini del coordinamento: «L’annuncio della Regione è in funzione elettorale» Numerosi i dubbi, dai costi allo smog: «Fanno fessi noi o fanno fessi i Comuni?»

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REGGIOLO. «Non è facile replicare alle affermazioni fatte in conferenza stampa dal presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, e dall’assessore alle infrastrutture, Raffaele Donini; non perché non ci siano gli argomenti, ma per la ragione opposta: non c’è che l’imbarazzo della scelta».

Così esordisce Silvano Tagliavini del coordinamento cispadano “No autostrada – Sì strada a scorrimento veloce”. La notizia della possibile apertura del cantiere per realizzare l’autostrada Cispadana nel 2020 ha ovviamente scatenato i comitati “contro”.

«Inizio da quei cento milioni supplementari, di cui non si sa la provenienza, che la Regione aggiunge ai 179 già da contratto. È normale che, nel caso il concessionario abbia dei problemi economici, il concedente supplisca? La Regione – dice Tagliavini – si comporta sempre così nei contratti con i privati? Perché, averlo saputo, chissà quanti altri avrebbero concorso. Poi la solita manfrina del collegamento con l’Europa, ma basta andare a leggere il documento predisposto per la nuova concessione della A22 del Brennero (cui ambisce proprio Autobrennero Spa, in maggioranza nella Arc) la cosa più rilevante è che da qui a pochi anni verso e dall’Europa si andrà, con le merci, solo su ferrovia. Poi ci sarebbe da ridere, se non fosse che la cosa riguarda la salute dei cittadini, per la vicenda dello spostamento di traffico dal nodo di Bologna. In una zona come la nostra, tra le più inquinate del mondo, chi glielo va a dire ai cittadini che ci sarà altro inquinamento atmosferico, del resto già in parte previsto dal progetto? Poi la tempistica. Tutto in funzione delle elezioni regionali – ribatte senza peli sulla lingua Tagliavini –. Con scadenze, progetto definitivo, conferenza dei servizi, progetto esecutivo, tutte senza riscontri certi. Poi la questione dei costi. Non è ancora stato predisposto il bilancio economico-finanziario. «Quanto costerà questa autostrada? Le prescrizioni incideranno ulteriormente? Perché l’assessore Donini tre mesi fa ha detto alle amministrazioni comunali comprese tra Reggiolo e Parma che la prevista autostrada Cispadana nel loro tratto è stata riclassificata in strada a scorrimento veloce? Ci fanno fessi noi o fanno fessi loro? E perché quel tratto diventa complementare? Cioè se non si fa l’autostrada non si può fare quella? Perché non sono stati citati i 400 milioni a carico della Regione per le opere complementari? Tutto questo e tanto altro fanno il paio con quanto affermato ieri in consiglio regionale dal relatore di maggioranza, che diceva più o meno così: queste opere ci servono per arrivare al 2025, poi vedremo se ci servono veramente. Una pura follia».

«È una giornata storica – ha affermato mercoledì il governatore Stefano Bonaccini –. Qui le opere le stiamo sbloccando una a una. La Cispadana è un’infrastruttura strategica». «Entro la fine del mandato approveremo il progetto definitivo adeguato alla Via e procederemo con la Conferenza dei servizi: cantierabilità nel 2020», gli aveva fatto eco l’assessore Raffaele Donini. Ma i comitati si mettono di traverso.—

M.P.

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