Doppia condanna per il pizzaiolo-pusher
Resta in carcere il 50enne Salvatore Sibillo, che accumula in tutto 4 anni di reclusione per spaccio di cocaina ed evasione
REGGIO EMILIA. Doppia condanna e resta in carcere il pizzaiolo 50enne Salvatore Sibillo finito nei guai sia per una vicenda di droga che per essere poi evaso dagli arresti domiciliari.
Difeso dall’avvocato Vito Pellegrino, ha affrontato ieri mattina due processi distinti con rito ordinario.
Per l’evasione il giudice Sarah Iusto ha condannato l’imputato a 1 anno e 6 mesi di reclusione (la Procura aveva chiesto una pena più severa, cioè 2 anni e 1 mese di carcere).
Per la droga la difesa è riuscita ad ottenere un ridimensionamento della vicenda, da qui la condanna a “soli” 2 anni e 6 mesi di reclusione e 5mila euro di multa, mentre l’accusa – ritenendo la vicenda più grave – aveva chiesto 6 anni di reclusione e 26mila euro di multa.
In questo caso il giudizio si è svolto davanti al giudice Silvia Guareschi.
La vicenda si era sviluppata quando da alcuni giorni l’uomo d’origine napoletana era agli arresti domiciliari perché, all’esito di una perquisizione, era stato trovato in possesso di 23 grammi di cocaina.
Da qui la denuncia per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio, con gli arresti domiciliari nell’appartamento di via Montefiorino in cui vive come era stato disposto dal giudice.
Ma a quanto pare la misura restrittiva gli stava stretta al punto che il 31 maggio la polizia non lo trova in casa e scatta la denuncia per evasione (su questa vicenda titolare del fascicolo è il pm Laura Galli) con conferma degli arresti domiciliari (senza alcun permesso per orari d’uscita dall’abitazione).
Anche questo episodio non sembra essere servito da lezione per Sibillo, visto che la sera del 2 giugno – intorno alle 20.30 – si rimette nuovamente nei guai. A quell’ora una pattuglia della Municipale e una volante della Questura intervengono per un incidente stradale all’incrocio fra via Codro e viale Umberto I.
E nell’identificare i coinvolti, spunta proprio Sibillo evaso nuovamente dai domiciliari e in più al volante ubriaco (l’alcoltest rivela nel sangue 2,3 grammi/litro, ben oltre al limite consentito per legge).
Per l’evasione viene arrestato, ma scatta anche la denuncia per guida in stato d’ebbrezza.
Poche ore dopo – cioè il 3 giugno – il 50enne si giustificherà così davanti al giudice Iusto: «Mi stavo recando in auto da mia figlia che abita in via Papa Giovanni XXIII. Non la vedo da quando sono agli arresti domiciliari. L’alto tasso alcolemico? Avevo bevuto un Campari – concludeva – in un bar sotto casa».
Ora questa duplice condanna da altrettanti giudici. —
T.S.
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